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Trachurus mediterraneus

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Sugarello maggiore
Stato di conservazione
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseActinopterygii
OrdineCarangiformes
FamigliaCarangidae
GenereTrachurus
SpecieT. mediterraneus
Nomenclatura binomiale
Trachurus mediterraneus
Steindachner, 1868
Sinonimi

Caranx trachurus mediterraneus
Steindachner, 1868
Suareus furnestini
Dardignac & Vincent, 1958
Trachurus mediterraneus mediterraneus
(Steindachner, 1868)
Trachurus mediterraneus ponticus
Aleev, 1956
[2][3]

Areale
Giovanili con una medusa Cotylorhiza tuberculata
Banco di T. mediterraneus
Individuo catturato nel mar Nero

Il sugarello maggiore (Trachurus mediterraneus (Steindachner, 1868)), commercialmente noto come suro o sugarello[4], è un pesce osseo appartenente alla famiglia Carangidae[5], comune nei mari italiani.

Distribuzione e habitat

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La specie è diffusa nel Mediterraneo e nell'Oceano Atlantico orientale tra il Golfo di Guascogna a nord e le coste della Mauritania a sud. Nel mar di Marmara, nel Mar Nero e nel Mar d'Azov è presente con la sottospecie T. mediterraneus ponticus[1], ormai caduta in sinonimia con la sottospecie nominale[6].

Si tratta di una specie pelagica che molto spesso si trova in acque costiere[1], può popolare tutta la colonna d'acqua ma più spesso si trova nei pressi del fondale. Si incontra da 0 a 500 metri, di solito fra 5 e 250 metri[7]. I giovanili sono costieri[1] e spesso si riparano sotto l'ombrello delle meduse[8].

La forma del corpo è affusolata, poco compressa lateralmente e con peduncolo caudale sottile. L'occhio è grande ed è parzialmente coperto da una membrana adiposa; la bocca è ampia, obliqua, con la mandibola leggermente sporgente[9]. Le scaglie sulla linea laterale, dette scudetti o scutelli, sono ingrandite, alte e ispessite, spinose al tatto[8], il loro numero va da 69 a 79. La linea laterale effettua una curva verso il basso all'altezza dell'apice delle pinne pettorali, dopo di che continua dritta. È presente una linea laterale accessoria appena sotto il profilo dorsale, la cui lunghezza è il principale carattere di riconoscimento delle specie del genere; in T. mediterraneus arriva fino ai primi raggi della seconda pinna dorsale o allo spazio tra le due dorsali. Le pinne dorsali sono due. La prima è preceduta da una breve spina rivolta in avanti ed è abbastanza corta alta, di forma triangolare, è composta da 8 raggi spiniformi La seconda è lunga, con la parte anteriore più elevata, ha un raggio spinoso e 28-31 raggi molli. La pinna anale è simile alla seconda dorsale, è preceduta da due raggi spinosi isolati ed ha un raggio spiniforme e 26-28 molli. L'ultimo raggio della seconda dorsale e dell'anale è ispessito[10]. La pinna caudale è biloba e forcuta[8].

Il sugarello è molto simile a questa specie, il carattere più sicuro è l'estensione della linea laterale accessoria (che in T. trachurus giunge almeno alla parte posteriore della seconda dorsale)[10], inoltre l'altezza degli scudetti della linea laterale principale è maggiore e non aumenta nella parte posteriore[9]. Altri caratteri più soggettivi sono la macchia scura sull'opercolo che ha forma subcircolare, le pinne quasi incolori e la sagoma che è più alta e piatta che in T. mediterraneus[8].

Il colore è grigiastro, verdastro o giallastro sul dorso, con vivaci riflessi iridescenti, l'aspetto dell'animale è argenteo brillante. Le pinne sono spesso di colore giallastro. Nella parte alta dell'opercolo vi è una macchia nera allungata verticalmente[8].

La taglia può giungere a 60 cm, la taglia media è di circa 30 cm[7].

Comportamento

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Gregario, forma banchi[8].

Alimentazione

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L'alimentazione è basata su pesci (soprattutto sardine e acciughe[7]), crostacei planctonici, altri organismi dello zooplancton, cefalopodi, crostacei bentonici e anche piccole quantità di alghe verdi[11].

Le uova sono pelagiche[7].

Tra i predatori conosciuti c'è la palamita[12].

Come il sugarello viene catturato commercialmente con reti da circuizione dotate di luci o con reti da posta, sportivamente si pesca a traina o con lenze di fondo. Le carni sono buone, molto saporite e povere di lische, ma non sono apprezzate dappertutto allo stesso modo[9].

Conservazione

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La IUCN classifica il sugarello maggiore come "a rischio minimo" a causa delle popolazioni abbondanti e stabili che, sebbene attivamente sfruttate commercialmente, non mostrano segni di decremento o di sovrapesca[1].

  • Francesco Costa, Atlante dei pesci dei mari italiani, Milano, Mursia, 1991, ISBN 8842510033.
  • Patrick Louisy, Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo, a cura di Trainito, Egidio, Milano, Il Castello, 2006, ISBN 888039472X.
  • Tortonese E., Osteichthyes: pesci ossei. Vol. 1, collana Fauna d'Italia, Bologna, Calderini, 1975, ISBN 9788870190977.

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Collegamenti esterni

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