Mario Tobino

Premio Strega 1962
Premio Campiello 1971
Premio Viareggio 1976Mario Pierippolito Tobino (Viareggio, 16 gennaio 1910 – Agrigento, 11 dicembre 1991) è stato uno psichiatra, scrittore e poeta italiano.
Scrittore prolifico, esordì prima come poeta per poi affermarsi come romanziere. Le sue opere sono segnate da uno spiccato autobiografismo e da una forte connotazione psicologica e sociale.
Biografia
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Mario Tobino nasce a Viareggio[1]. Dopo il ginnasio, per tenere a freno una certa esuberanza e la sopravvenuta insofferenza agli studi, i genitori lo spediscono per un anno in collegio, a Collesalvetti. Ritornato a casa, inizia gli studi liceali a Massa, tuttavia ottiene la maturità da privatista a Pisa.
Il ragazzo mostra fino dal liceo un grande interesse per autori quali Machiavelli e Dante, il che può essere interpretato come segno premonitore della sua sensibilità e attitudine allo scrivere. La madre Maria Biassoli Ottaviani scelse il nome Mario per il personaggio di Mario Cavaradossi (pittore amante di Floria Tosca) perché era una grande estimatrice delle Opere e di Giacomo Puccini.
Il giovane, dal carattere volitivo e insofferente, dimostra una certa propensione agli studi umanistici.
Tuttavia, la sua encomiabile aspirazione di aiutare il prossimo malato lo porta ad iscriversi alla Facoltà di Medicina e Chirurgia all'Università di Pisa, studi che proseguono e si concludono con la laurea nel 1936 all'Università di Bologna.
A Bologna, stringe amicizia con i compagni di corso Mario Pasi ed Aldo Cucchi, che saranno entrambi insigniti della Medaglia d'oro al Valor Militare per il loro contributo alla Lotta di Liberazione Nazionale: la loro amicizia sarà raccontata nel romanzo Tre amici.
Contemporaneamente al periodo universitario, svolge un'attività letteraria sia pur limitata per il poco tempo a disposizione, pubblicando alcuni scritti su riviste aperte ai contributi dei giovani letterati; nel 1934, con il riscontro positivo della critica, pubblica Poesie, la sua prima raccolta di versi.
Tobino dopo la laurea viene chiamato per il servizio militare; in un primo tempo a Firenze, poi come ufficiale medico nel Quinto Alpini a Merano. Tornato a casa a Bologna si specializza in neurologia, psichiatria e medicina legale, e incomincia a lavorare all'ospedale psichiatrico di Ancona. Durante la sua permanenza in questo luogo di sofferenza e di disagio compone una serie di poesie, pubblicate nel 1939 nella raccolta dal titolo Amicizia, con una prefazione dello scrittore e amico Giuseppe Raimondi.
Allo scoppio della seconda guerra mondiale viene richiamato e inviato sul fronte libico dove rimane fino al 1942: questa esperienza è raccontata nel romanzo Il deserto della Libia (1952) da cui sono stati tratti due film, Scemo di guerra (1985) di Dino Risi e Le rose del deserto (2006) di Mario Monicelli.
Ritornato in Italia, pubblica la raccolta di poesie Veleno e Amore, il romanzo Il figlio del farmacista e i racconti riuniti sotto il titolo La gelosia del marinaio, e riprende a lavorare in ospedali psichiatrici, prima per alcuni mesi a Firenze, in seguito definitivamente a Maggiano[2] (modificato in "Magliano" nei due romanzi/pamphlet dedicati a questa esperienza) in provincia di Lucca.
Nel 1943 partecipa attivamente alla Resistenza, e dalle vicende di lotta partigiana e fratricida prende spunto per scrivere il romanzo Il clandestino.
Nel 1956, con Einaudi, pubblica La brace dei Biassoli, romanzo autobiografico.
Nel 1966 pubblica Sulla spiaggia e di là dal molo (Mondadori), omaggio a Viareggio, la sua città natale, e alla sua storia. Proprio una frase di Tobino ("Viareggio in te son nato, in te spero morire") è stata dipinta a caratteri cubitali sul molo di Viareggio tanto da caratterizzarne il panorama.[3]
Nel 2024 proprio "Sulla spiaggia e di là dal molo" vince la prima edizione del premio Francesco Bergamini[4] assegnato a Viareggio, sua città natale, con la seguente motivazione: "ci regala uno spaccato di storia e una serie di ritratti di personaggi che grazie alla sua penna elegante resteranno scolpiti per sempre nella nostra memoria comune".[5]
Nel dopoguerra si dedica alle sofferenze dei malati di mente, e contemporaneamente prosegue con la sua attività di scrittore, raggiungendo una notorietà sempre più vasta e riconoscimenti numerosi.
Muore ad Agrigento l'11 dicembre 1991 dove, il giorno precedente, si era recato per ritirare il premio Pirandello[6].
Contrario alla chiusura dei manicomi realizzata in seguito alla Legge Basaglia (1978) tesi sostenuta nel romanzo Gli ultimi giorni di Magliano, in cui prevedeva tutti i disagi e suicidi dei malati che sarebbero rimasti di fatto senza nessuna assistenza dopo le dimissioni dai manicomi; diceva che la sua vita era lì, che i pazzi erano i suoi simili» e che «La cupa malinconia, l’architettura della paranoia, le catene delle ossessioni esistono anche se si chiude il manicomio».[7]
Vita privata
Paola Olivetti (Levi), sorella di Natalia Ginzburg, divenne la compagna di Tobino dopo essere rimasta vedova nel 1960. Nonostante Tobino non si sia mai sposato, Paola è stata il perno sentimentale della sua esistenza e la persona che ha diviso la vita con lui.
Opere
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Poesie
[modifica | modifica wikitesto]- Poesie, Bergamo, Cronache, 1934
- Amicizia, in Meridiano di Roma. L'Italia letteraria, artistica, scientifica, a. XI, n. 49, 5 dicembre 1937
- Veleno e amore, Firenze, Edizioni di rivoluzione, 1942
- L'asso di picche, Firenze, Vallecchi, 1955
Romanzi e racconti
[modifica | modifica wikitesto]- Il figlio del farmacista, in Il Selvaggio, n. 2, 15 febbraio 1938, poi Milano, Corrente, 1942
- La gelosia del marinaio, Roma, Tumminelli, 1942
- Bandiera nera, Roma, Istituto grafico tiberino, 1950
- L'angelo del Liponard, Firenze, Vallecchi, 1951; Milano, Mondadori, 1963
- Il deserto della Libia, Torino, Einaudi, 1951
- Le libere donne di Magliano, Firenze, Vallecchi, 1953
- Due italiani a Parigi, Firenze, Vallecchi, 1954
- La brace dei Biassoli, Torino, Einaudi, 1956
- Passione per l'Italia, Torino, Einaudi, 1958
- Il clandestino, Milano, A. Mondadori, 1962
- Sulla spiaggia e di là dal molo, Milano, A. Mondadori, 1966,
- Una giornata con Dufenne, Milano, Bompiani, 1968
- Per le antiche scale. Una storia, Milano, A. Mondadori, 1972
- Biondo era e bello, Milano, A. Mondadori, 1974
- La bella degli specchi, Milano, A. Mondadori, 1976
- Eolina la fata dei mozzi, Teramo, Lisciani & Zampetti, 1978
- Il perduto amore, Milano, A. Mondadori, 1979
- Gli ultimi giorni di Magliano, Milano, A. Mondadori, 1982
- La ladra, Milano, A. Mondadori, 1984
- Zita dei fiori, Milano, A. Mondadori, 1986
- Tre amici, Milano, A. Mondadori, 1988. ISBN 88-04-31053-7
- Il manicomio di Pechino, Milano, A. Mondadori, 1990. ISBN 88-04-33540-8
- Una vacanza romana, Milano, A. Mondadori, 1992. ISBN 88-04-35670-7
Teatro
[modifica | modifica wikitesto]- La verità viene a galla. Commedia in due tempi, Milano, A. Mondadori, 1987. ISBN 88-04-30043-4.
Altri scritti
[modifica | modifica wikitesto]- Ascolta ragazzo: la droga mai, Lucca, Pacini Fazzi, 1978.
- Pisa. La Piazza dei Miracoli, Novara, De Agostini, 1982.
- Il carnevale di Viareggio, con Renzo Pellegrini e Carlo Alberto Di Grazia, Milano, A. Mondadori, 1988. ISBN 88-04-31874-0.
Premi letterari
[modifica | modifica wikitesto]- 1962: Premio Strega con Il clandestino,[8]
- 1966: Premio Selezione Campiello con Sulla spiaggia e di là dal molo,[9]
- 1972: Premio Campiello con Per le antiche scale,[9]
- 1976: Premio Viareggio con La bella degli specchi,[10]
- 1990: Premio Elba con Il manicomio di Pechino[11].
Trasposizioni cinematografiche
[modifica | modifica wikitesto]- Per le antiche scale, regia di Mauro Bolognini (1975)
- Sulla spiaggia e di là dal molo, regia di Giovanni Fago (1999)
- Scemo di guerra, regia di Dino Risi (1985)
- La brace dei Biassoli, regia di Giovanni Fago (1981)
- Le rose del deserto, regia di Mario Monicelli (2006)
- L'ammiraglio, regia di Anton Giulio Majano (1965)
Nella cultura di massa
[modifica | modifica wikitesto]- Le libere donne, regia di Michele Soavi - serie TV (2026)
Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Era di origini liguri, legato alla Spezia che frequentò nell'infanzia. Suo padre era di Tellaro, borgo marinaro presso Lerici, mentre la madre di Vezzano Ligure.
- ↑ (EN) Mario Tobino, su Fondazione Mario Tobino. URL consultato il 5 ottobre 2024 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2014).
- ↑ Quella notte di 20 anni fa quando scrivemmo..., su noitv.it.
- ↑ Premio Francesco Bergamini: Viareggio celebra la storia con Tobino, Vecoli e Fornaciari, su lanazione.it.
- ↑ Nasce il premio Francesco Bergamini: a vincerlo Tobino, Fornaciari e Vecoli, su iltirreno.it. URL consultato il 7 dicembre 2024.
- ↑ Fondazione Mario Tobino, su fondazionemariotobino.it.
- ↑ Nelle stanze della follia, su corriere.it.
- ↑ 1962, Mario Tobino, su premiostrega.it. URL consultato il 15 aprile 2019 (archiviato dall'url originale il 14 aprile 2019).
- 1 2 Premio Campiello, opere premiate nelle precedenti edizioni, su premiocampiello.org. URL consultato il 24 febbraio 2019.
- ↑ Premio letterario Viareggio-Rèpaci, su premioletterarioviareggiorepaci.it. URL consultato il 9 agosto 2019 (archiviato dall'url originale il 19 luglio 2014).
- ↑ Albo d’Oro del Premio, su premioletterarioelba.it. URL consultato il 12 ottobre 2023.
- ↑ Onorificenze della Repubblica Italiana, su Quirinale.it.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Giuseppe Emiliano Bonura, Giacomo Contiero, Paola Italia, Mario Tobino: bibliografia testuale e critica, 1931-2009, Pontedera (PI), Bibliografia e Informazione, 2010
- Massimo Grillandi, Invito alla lettura di Tobino, Mursia, 1975
- Felice Del Beccaro, Tobino, Il Castoro, 1967
- Antonia Guarnieri, Cinque anni con Mario Tobino (1987-1991), Fucecchio (FI), Edizioni dell'Erba, 2010 ISBN 978-88-86888-98-1
- Franco Bellato, Venti anni con Mario Tobino, Lucca, Edizioni Fondazione Mario Tobino, 2010
- Franco Pappalardo La Rosa, "Il perduto amore": un fiore nel deserto, in Le storie altrui. Narrativa italiana del penultimo Novecento, Torino, Achille e La Tartaruga, 2016, ISBN 9 788896 558416
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikiquote contiene citazioni di o su Mario Tobino
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Mario Tobino
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Tobino, Mario, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Arnaldo Bocelli, TOBINO, Mario, in Enciclopedia Italiana, III Appendice, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1961.
- Serena Andreotti Ravaglioli, TOBINO, Mario, in Enciclopedia Italiana, V Appendice, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1995.
- (EN) Mario Tobino, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- Monica Venturini, TOBINO, Mario, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 95, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2019.
- Mario Tobino, su siusa.archivi.beniculturali.it, Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche.
- Opere di Mario Tobino, su MLOL, Horizons Unlimited.
- (EN) Opere di Mario Tobino, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Mario Tobino, su Goodreads.
- (EN) Mario Tobino, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- (EN) Mario Tobino, su IMDb, IMDb.com.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 114205946 · ISNI (EN) 0000 0001 1084 685X · SBN CFIV000763 · BAV 495/267982 · LCCN (EN) n79060310 · GND (DE) 119385279 · BNF (FR) cb12021701c (data) · J9U (EN, HE) 987007603884605171 · NSK (HR) 981005678665909366 · NDL (EN, JA) 00458851 · CONOR.SI (SL) 26936419 |
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