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Jaipur

Coordinate: 26°54′54″N 75°49′12″E
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Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Jaipur (disambigua).
Jaipur
corporazione municipale
जयपुर
جے پور
Jaipur – Veduta
Jaipur – Veduta
Localizzazione
StatoIndia (bandiera) India
Stato federatoRajasthan
DivisioneJaipur
DistrettoJaipur
Amministrazione
SindacoAshok Parnami
Territorio
Coordinate26°54′54″N 75°49′12″E
Altitudine431[1] m s.l.m.
Superficie200,4 km²
Abitanti4 007 505 (2021)
Densità19 997,53 ab./km²
Altre informazioni
Linguehindī, rajasthani, urdu, inglese
Cod. postale302001[2]
Prefisso141[3]
Fuso orarioUTC+5:30
TargaRJ-14
Cartografia
Mappa di localizzazione: India
Jaipur
Jaipur
Jaipur – Mappa
Jaipur – Mappa
Sito istituzionale
 Bene protetto dall'UNESCO
Città di Jaipur, Rajasthan
 Patrimonio dell'umanità
TipoCulturale
Criterio(ii)(iv)(vi)
PericoloNon in pericolo
Riconosciuto dal2019
Scheda UNESCO(EN) Jaipur City, Rajasthan
(FR) Cité de Jaipur, Rajasthan

Jaipur (hindī e rajasthani: जयपुर, in urdu جے پور?), raramente citata in italiano come Giaipur,[4][5][6] è una suddivisione dell'India, classificata come corporazione municipale, di 4 007 505 abitanti, capoluogo del distretto di Jaipur e della divisione di Jaipur, nello Stato federato del Rajasthan. In base al numero di abitanti la città rientra nella classe I (da 100 000 persone in su)[7].

Geografia fisica

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La città è situata a 26° 55' 0 N e 75° 49' 0 E e ha un'altitudine di 431 m s.l.m.[1].

Fondata nel 1728 dal Maharaja Sawai Jai Singh II, è famosa anche con il nome di "città rosa", per il colore predominante delle sue abitazioni.

La città è stata costruita con concezioni moderne; ha infatti una planimetria reticolare con ampi viali alberati.

Numerosi sono i bazar ed i mercati suddivisi a seconda delle varie e molteplici attività artigianali. Per citarne alcune: gioielli, pietre preziose, smalti, stoffe sia stampate che intessute, oggetti intagliati.

Monumenti e luoghi d'interesse

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La città è ricca di monumenti. Uno fra questi è il Jantar Mantar, che altro non è che un osservatorio astronomico all'aria aperta i cui enormi strumenti astronomici sono costruiti in pietra. Da segnalare l'Hawa Mahal (comunemente chiamato Palazzo dei Venti): costruito nel 1799, è un palazzo di cinque piani la cui facciata, in Arenaria rosa, comprende 953 fra nicchie e finestre, tutte finemente lavorate a merletto. Serviva da osservatorio dal quale le donne di corte, non viste, potevano assistere alla vita della città.

Nelle vicinanze della città di Jaipur, su un'altura, sorge il Forte Amber (la cui costruzione iniziò nel 1592) che ha una facciata solenne ed austera, mentre gli interni sono fastosi, eleganti e raffinati.

I turisti vengono fatti salire, sui ripidi bastioni, a dorso d'elefante, alla maggior parte dei quali gli uomini dipingono la proboscide. Scenografica la terrazza d'entrata, di un bianco accecante. Questa terrazza, nella parte che si affaccia sulla stretta valle rocciosa sottostante con il lago Maota, è coperta da una fila di colonne con capitelli a forma di elefante. Le pareti ed il soffitto sono finemente lavorati a specchio, mentre finestre intarsiate si aprono sul lago sottostante.

Il Palazzo di Jaipur (City Palace), tuttora residenza del Maharaja di Jaipur, è un enorme e complesso palazzo con numerosi cortili, due musei ed un'armeria.

Il cortile più famoso è il Pritam Niwas Chowk, comunemente conosciuto come Cortile del Pavone. Notevoli le quattro porte, finemente lavorate, con rappresentazioni delle quattro stagioni.

Poco distante dalla città sorge invece Manar Fort, dal quale in una giornata limpida è possibile ammirare il panorama dell'intera città.

Porcellana blu

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La porcellana blu è ampiamente riconosciuta come un'arte tradizionale di Jaipur di origine centroasiatica[8]. Il nome "porcellana blu" deriva dal colorante blu cobalto utilizzato per colorare la porcellana. È uno dei tanti tipi eurasiatici di porcellana bianca e blu, e imparentato nelle forme e nelle decorazioni con la ceramica islamica e, più distante, con la ceramica cinese.

La porcellana blu di Jaipur è stata fortemente influenzata dallo stile ceramico persiano, ma ha sviluppato disegni e motivi propri. Ispirata maggiormente alla natura, la porcellana è riccamente decorata con animali, uccelli e fiori, con un accenno al design geometrico persiano nelle composizioni[9]. Alcune di queste porcellane sono semitrasparenti e per lo più decorate con motivi arabeschi Moghul e motivi di uccelli e altri animali, un design proibito nell'arte persiana di origine islamica.

La porcellana blu di Jaipur, realizzata con un materiale ceramico simile alla faience egizia, è smaltata e cotta a bassa temperatura. Non viene utilizzata argilla: l'impasto per la porcellana viene preparato mescolando polvere di quarzo, vetro in polvere, multani mitti (argilla di Multan), borace, gomma e acqua[8]. Un'altra fonte cita la polvere di gomma adragante e il saaji (bicarbonato di sodio) come ingredienti[10]. Come la ceramica, viene cotta una sola volta. Il vantaggio principale è che la porcellana blu non sviluppa crepe ed è anche impermeabile, igienica e adatta all'uso quotidiano. La porcellana blu è splendidamente decorata con il pennello quando il vaso viene ruotato. Ha un significato sia utilitaristico che estetico.

Essendo cotti a temperature molto basse, sono fragili. La gamma di oggetti è principalmente decorativa, come posacenere, vasi, sottobicchieri, piccole ciotole e scatole per ninnoli. La tavolozza dei colori è limitata al blu derivato dall'ossido di cobalto, al verde dall'ossido rameoso e al bianco, sebbene a volte siano inclusi altri colori non convenzionali, come il giallo e il marrone[11]. I prodotti realizzati includono piatti, vasi di fiori, portasapone, surahi (piccole brocche), vassoi, sottobicchieri, fruttiere, pomelli per porte e piastrelle smaltate con motivi floreali dipinti a mano. A volte vengono realizzati anche pezzi di design da esposizione. L'artigianato si trova principalmente a Jaipur, ma anche a Sanganer, Mahalan e Neota.

Leheriya è uno stile tradizionale tessile di tintura a nodi (in inglese tie-dye, termine utilizzato per descrivere una serie di tecniche di tintura a riserva e i prodotti tinti risultanti da questi processi). I disegni di questo stile sono ispirati ai motivi naturali delle onde (leher) formati dal vento che soffia sulle sabbie del deserto del Rajasthan occidentale. L'artigianato è esclusivo di quello Stato, con i suoi centri principali nelle città di Jaipur e Jodhpur[12][13].

Il Bandhani è un tessuto realizzato con la tecnica della tintura a nodi, decorato pizzicando il tessuto con le unghie e legandolo in tanti piccoli punti. Queste minuscole legature, una volta tinto il tessuto, creano raffinati motivi decorativi e figurativi[14].

Jaipur Literature Festival

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Il Jaipur Literature Festival è un festival culturale e letterario che si tiene annualmente a Jaipur. Fondato nel 2006 dagli scrittori Namita Gokhale e William Dalrymple, il festival riunisce autori, scrittori, accademici, artisti e lettori provenienti da diverse parti del mondo. Nel corso degli anni è diventato uno dei principali eventi letterari internazionali, con discussioni su narrativa, saggistica, politica, arte e cultura[15].

Evoluzione demografica

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Al censimento del 2001 la popolazione di Jaipur assommava a 2 324 319 persone, delle quali 1 239 711 maschi e 1 084 608 femmine. I bambini di età inferiore o uguale ai sei anni assommavano a 340 298, dei quali 180 987 maschi e 159 311 femmine. Infine, coloro che erano in grado di saper almeno leggere e scrivere erano 1 560 449, dei quali 920 693 maschi e 639 756 femmine.[16]

Amministrazione

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Galleria d'immagini

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  1. 1 2 (EN) Falling Rain Genomics, Inc, Jaipur, India Page, su fallingrain.com. URL consultato l'11 luglio 2008.
  2. (EN) India Post, Pincode search - Jaipur, su indiapost.gov.in. URL consultato il 28 luglio 2008 (archiviato dall'url originale il 1º luglio 2022).
  3. (EN) Bharat Sanchar Nigam Ltd, STD Codes for cities in Rajasthan, su bsnl.co.in. URL consultato il 28 luglio 2008 (archiviato dall'url originale il 22 settembre 2008).
  4. Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "Giaipur"[collegamento interrotto], in Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2010, ISBN 978-88-397-1478-7.
  5. Guido Gozzano, Opere, Garzanti, 1948, p. 269. URL consultato il 13 febbraio 2025.
    «Dopo tante città marmoree abbacinanti di candore, ecco una città tutta rosea: Giaipur.»
  6. Patricia Hidiroglou, Acqua divina. Miti, riti, simboli, Edizioni Mediterranee, 2007, p. 140, ISBN 978-88-272-1886-0. URL consultato il 13 febbraio 2025.
  7. (EN) Census of India, Alphabetical list of towns and their population - Rajasthan (PDF), su censusindia.gov.in. URL consultato il 21 maggio 2008.
  8. 1 2 (EN) Subodh Kapoor, Indian Encyclopaedia, Cosmo Publications, 2002, ISBN 978-81-7755-257-7. URL consultato il 17 febbraio 2026.
  9. Taknet, DK (July 2016). Jaipur: Gem of India. IntegralDMS. ISBN 9781942322054.
  10. www.aiacaonline.org, Blue Pottery | All India Artisans and Craftworkers Welfare Association, su www.aiacaonline.org. URL consultato il 17 febbraio 2026 (archiviato dall'url originale il 23 luglio 2015).
  11. (EN) Alankar Museum, Tryst with Tradition: Exploring Rajasthan Through the Alankar Museum, Jawahar Kala Kendra, Jawahar Kala Kendra, 2011. URL consultato il 17 febbraio 2026.
  12. (EN) Pernia's Pop-Up Shop, What is Leheriya? | Origin, Technique, Variations of Craft & more 2026, su perniaspopupshop. URL consultato il 17 febbraio 2026.
  13. Leheriya Textiles from Rajasthan, su Google Arts & Culture. URL consultato il 17 febbraio 2026.
  14. G. K. Ghosh, Shukla Ghosh (1 gennaio 2000)."3". Ikat Textiles of India. APH Publishing (pubblicato nel 2000). ISBN 978-8170247067.
  15. Jaipur Literature Festival, su www.jaipurliteraturefestival.org. URL consultato il 17 febbraio 2026.
  16. (EN) Census of India 2001, Population, population in the age group 0-6 and literates by sex - Cities/Towns (in alphabetic order): 2001, su censusindia.net. URL consultato il 20 giugno 2008 (archiviato dall'url originale il 16 giugno 2004).

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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