Banja Luka
| Banja Luka comune | |
|---|---|
| (SR, HR, BS) Banja Luka (SR, BS) Бања Лука | |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Entità | |
| Regione | Banja Luka |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Draško Stanivuković (PDP) dal 24-12-2020 |
| Data di istituzione | 1992 |
| Territorio | |
| Coordinate | 44°46′27″N 17°11′44″E |
| Altitudine | 163 m s.l.m. |
| Superficie | 96,2 km² |
| Abitanti | 254 882 (01-02-2026) |
| Densità | 2 649,5 ab./km² |
| Località | 56 |
| Comuni confinanti | Gradiška, Laktaši, Čelinac, Kneževo, Mrkonjić Grad, Ribnik, Oštra Luka, Prijedor |
| Altre informazioni | |
| Lingue | serbo-croato-bosniaco (serbocroato) |
| Cod. postale | 78000, 78101, 78102, 78103, 78104, 78105, 78106, 78107, 78108, 78109, 78110, 78111, 78112, 78113, 78114, 78202, 78203, 78204, 78206, 78207, 78208, 78211, 78214, 78215, 78216, 78217 |
| Prefisso | +387 - 51 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| ISO 3166-2 | ISO 3166 |
| Codice FZS | 09 |
| Cod. catastale | Z153 |
| Targa | BL (abolita con il nuovo sistema targhe) |
| Cl. sismica | 3 |
| Nome abitanti | Banjalučani - Бањалучани |
| Patrono | Ascensione di Gesù |
| Giorno festivo | 22 aprile |
| PIL procapite | (nominale) 8.458 |
| Soprannome | Zeleni Grad (Città Verde) - Univerzitetski Grad (Città dell' Università) |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Banja Luka (in cirillico serbo Бањалука o Бања Лука; in tedesco storico Weina Luka o Luka; in italiano Bagna Luca) è una città metropolitana della Bosnia ed Erzegovina, nonché capitale della Repubblica Serba di Bosnia, e della storica regione della Bosanska Krajina. Ha 254.882 abitanti al censimento del 1 febbraio 2026. È la seconda città più grande per numero di abitanti e prima per superficie dell' area metropolitana.
Ospita il governo dell'entità amministrativa della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina ed è il centro della regione di Banja Luka e della città stessa. La città è un importante centro culturale, le cui origini risalgono all'Alto Medioevo. È situata nella Bosnia nord-occidentale, su entrambe le sponde del fiume Vrbas che, originato da una gola di roccia, scorre nella pianura pannonica.
Geografia fisica
[modifica | modifica wikitesto]Banja Luka copre all'incirca 96,2 km² di terra in Bosnia nord-occidentale, sul fiume Vrbas. Le coordinate della città sono 44°46′48″N 17°11′24″E. Il centro si trova a 163 m sul livello del mare, circondato da colline a sud e a nord dalla pianura. La sorgente del fiume Vrbas si trova all'incirca a 90 km a sud della città e gli affluenti Suturlija, Crkvena e Vrbanja si immettono nel fiume dentro Banja Luka. Nei pressi della città si trovano inoltre numerose sorgenti di acqua potabile. L'area che circonda Banja Luka è boschiva e non lontana da zone montane. La città stessa è costruita nella valle di Banja Luka, situata tra una zona di alte montagne ed una di più basse. Le più notevoli di queste sono il Manjača (1 214 metri), il Čemernica (1338 m) e il Tisovac (1172 m), che fanno tutte parte della catena delle Alpi Dinariche.
Clima
[modifica | modifica wikitesto]Il clima di Banja Luka è continentale, con inverni rigidi ed estati calde. Il mese più caldo dell'anno è luglio, con una temperatura media di 26 °C. Il mese più freddo dell'anno è gennaio, quando le temperature si aggirano intorno agli 0,6 °C. Le precipitazioni annuali ammontano a circa 988 mm e la città ha una media di 143 giorni di pioggia all'anno. La città viene spesso colpita da forti inondazioni e allagamenti. A Banja Luka nevica quasi ogni anno con una media di 30 cm a nevicata. Il massimo misurato è stato il 14 dicembre 2001 con una neve di ben 184 cm. Forti venti vengono da nord e da nord-est.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Origini della città
[modifica | modifica wikitesto]La storia di Banja Luka inizia già nell'antichità. Esistono infatti prove di una presenza dei Romani nella regione nei primi secoli dopo Cristo, tra cui un antico forte, chiamato "Kastel", situato nel centro della città. La zona di Banja Luka era interamente compresa nella provincia romana dell'Illyricum attraverso la quale passavano importanti strade che collegavano la Dalmazia e la Pannonia.
Gli Slavi si stabilirono nell'area nel VII secolo d.C., tuttavia l'esatta natura delle loro migrazioni è tuttora misteriosa. In ogni caso la città viene nominata per la prima volta in un documento di Vladislav II datato 1494. Il nome significa "Valle di Ban" e deriva dalle parole "ban", che indica un titolo medievale attribuito a un dignitario, e "luka", valle, prato. L'identità del dignitario e della valle in questione rimangono tuttavia incerte e l'etimologia popolare sostiene che il nome della città derivi dalle parole moderne "banja" (bagni, terme) o "bajna" ("meraviglioso") e "luka", porto. Attualmente il nome viene pronunciato e declinato come se fosse una parola sola, "u Banjaluci".
Una delle prime strutture pubbliche dopo il Kastel fu un monastero francescano costruito nelle vicinanze di Banja Luka, a Petrićevac, nel 1378, dai Francescani bosniaci. Fu il primo edificio di questo tipo ad essere costruito in Bosnia.
La dominazione ottomana
[modifica | modifica wikitesto]Durante la dominazione ottomana della Bosnia, Banja Luka fu la sede del pashaluk bosniaco e i signori della regione vi costruirono quella che è oggi la strada principale della città. Tra il 1566 e il 1574 Ferhat Pasa Sokolovic, uno dei fondatori del centro di Banja Luka, mise in atto più di 200 progetti di costruzione, che spaziavano dalle botteghe artigiane ai depositi di farina, fino alle terme e alle moschee.
Tra le sue opere più importanti, le moschee Ferhadija e Arnaudija, durante le cui costruzioni venne installato un sistema fognario che serviva le zone residenziali nei dintorni. Tutto ciò stimolò lo sviluppo urbano ed economico della città che divenne presto uno dei più importanti centri politici e commerciali della Bosnia. I monasteri e le chiese serbe nei pressi della città furono costruiti tra il XIII e il XVI secolo.
Nel 1688 la città fu incendiata da un esercito austriaco, ma si risollevò rapidamente. Le incursioni austriache che seguirono stimolarono lo sviluppo militare di Banja Luka, che divenne così un centro militare strategico. Nel XIX secolo ebrei sefarditi e trappisti migrarono nella città, contribuendo alla prima industrializzazione della regione, costruendo mulini, birrerie, fabbriche tessili e di mattoni. Nonostante il suo ruolo di guida sulla regione, la città di Banja Luka non fu modernizzata fino alla dominazione austro-ungarica della fine del XIX secolo.
Dall'occupazione austriaca agli anni Sessanta
[modifica | modifica wikitesto]L'occupazione austriaca iniziò a Banja Luka un processo di occidentalizzazione. Vennero costruite e sviluppate ferrovie, scuole, fabbriche e infrastrutture. Questo portò alla realizzazione di una città moderna che, dopo la prima guerra mondiale, divenne capitale della Vrbaska Banovina, una provincia del Regno di Jugoslavia. Durante la seconda guerra mondiale gli Ustascia croati, cattolici e filonazisti, occuparono la città, deportando la maggior parte delle famiglie nobili sefardite e serbe presso i vicini campi di concentramento di Jasenovac e Stara Gradiška. Il 7 febbraio 1942 le forze ustascia, guidate da un frate francescano, Miroslav Filipović (conosciuto anche come Tomislav Filipović-Majstorović) uccisero 2 500 serbi, tra cui 500 bambini, a Drakulići, Motike e Sargovac, località all'interno del comune di Banja Luka. La cattedrale ortodossa della città fu rasa al suolo dalle forze di occupazione naziste. La città fu finalmente liberata il 22 aprile 1945.
Nel 1969 un tremendo terremoto danneggiò molti degli edifici della città. Un grosso palazzo chiamato Titanik, situato nel centro della città, fu distrutto completamente e l'area dove si trovava fu tramutata in una piazza. Con l'aiuto delle altre regioni della Jugoslavia socialista Banja Luka fu ricostruita, ma molti dei piccoli palazzi e negozi dell'epoca ottomana e austroungarica che costituivano il centro della città furono danneggiati irreparabilmente e demoliti.
Dalle guerre jugoslave a oggi
[modifica | modifica wikitesto]La città ha subito forti cambiamenti in seguito al conflitto sviluppatosi all'interno della Bosnia ed Erzegovina. Dalla dichiarazione della fondazione della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina, Banja Luka divenne de facto il centro della politica di quest'entità, fino a diventarne ufficialmente la capitale nel 2003. Si stima che circa 70 000 tra croati e bosgnacchi sono stati costretti a lasciare la zona della città tra il 1992 e il 1995[senza fonte]. A migliaia furono inoltre deportati nei vicini campi di concentramento di Manjaca e Omarska, rimasti tristemente famosi per le violenze a cui erano soggetti i detenuti [1]. Anche alcuni banjalukani di origine serba abbandonarono la città in quegli anni e nel periodo successivo per motivi economici o per evitare la leva obbligatoria. Attualmente la popolazione musulmana e cattolica della città è molto inferiore rispetto a quella precedente la guerra. Molti serbi che abbandonarono la Krajina croata in seguito all'operazione Oluja, si trasferirono a Banja Luka a metà degli anni 1990, seguiti da altri serbi provenienti dalle zone nelle quali non si riuscì ad attuare l'allora politica di epurazione etnica dei non-serbi.
Benché il conflitto non abbia mai toccato la città, tutte le sedici moschee cittadine, risalenti al XV e XVI secolo, furono distrutte tra il 1992 e il 1995 da estremisti nazionalisti serbi, probabilmente sostenuti dalle autorità della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina nell'ambito della loro campagna di pulizia etnica. Tra le moschee distrutte ci fu la moschea Ferhadija, un monumento nazionale che era al tempo protetto dall'UNESCO. I tentativi di ricostruire la moschea portarono, il 7 maggio 2001, a rivolte di massa da parte dei nazionalisti serbi che provocarono gravi incidenti in cui un anziano perse la vita in seguito ad un'aggressione e numerosi altri furono i feriti. Otto persone di etnia bosgnacca furono portate all'ospedale e una di queste morì per lesioni alla testa[2]. La ricostruzione della Ferhadija è iniziata nel 2006.
Anche molte chiese cattoliche furono danneggiate durante il conflitto, ma per la maggior parte rimasero intatte nel periodo tra il 1992 e il 1994. Solo nel 1995, infatti, i rifugiati serbi provenienti dalla Croazia distrussero la chiesa cattolica di Petričevac, come vendetta per essere stati cacciati dal paese durante l'operazione militare "Oluja" ("Tempesta"). La cattedrale ortodossa di Cristo Salvatore è stata costruita in stile neobizantino, tra il 1993 ed il 2004, sul sito della vecchia chiesa della Santissima Trinità, andata distrutta durante la seconda guerra mondiale, nel 1941, per mano degli ustascia croati.[3]
Società
[modifica | modifica wikitesto]Gli abitanti di Banja Luka sono all'incirca 235.000. Considerata con la sua area metropolitana, la popolazione della città raggiunge quasi le 400.000 unità. Sebbene manchino statistiche ufficiali sulla distribuzione etnica, è quasi sicuro che i serbi costituiscano la stragrande maggioranza della città. Sembra che 97 000 degli abitanti attuali di Banja Luka siano rifugiati o persone che si sono trasferite per cause esterne.
Secondo il censimento del 1991, la municipalità di Banja Luka aveva una popolazione di 195 692 abitanti. Di questi, il 69,6% era serbo, il 7,8% croato, il 20,6% bosgnacco, il 12,1% jugoslavo e il 3,9% registrato alla voce "altri". La città aveva invece una popolazione di 143 079 abitanti. Di questi, il 49,0% era serbo, il 19,4% bosgnacco, il 15,8% jugoslavo e l'11,0% croato.
L’evoluzione demografica di Banja Luka mostra una crescita costante nel lungo periodo. Nel 1879 la città contava 9.560 abitanti, saliti a 32.000 nel 1940. Dopo la Seconda guerra mondiale si registrò un forte incremento: 67.332 abitanti nel 1950 e 158.736 nel 1970.
La crescita proseguì negli anni successivi, con 183.618 abitanti nel 1980 e 195.692 nel 1990. Nel 2013 la popolazione risultava pari a 200.452 abitanti, mentre le stime più recenti (2026) indicano 254.882 residenti nella città metropolitana. La causa dell' aumento improvviso di abitanti è perchè le popolazioni che vivono in zone rurali si spostano in cerca di lavoro e qualità di vita migliore.
Abitanti censiti di Banja Luka

Distretti e quartieri
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La città è suddivisa in numerosi quartieri che costituiscono le principali unità urbane della città. Ogni quartiere presenta caratteristiche storiche, urbanistiche e demografiche proprie.
Tra i principali quartieri si segnalano:
- Centar– cuore amministrativo, commerciale e culturale della città, sede delle principali istituzioni, piazze e monumenti.
- Starčevica – uno dei quartieri più popolosi, situato a sud-est del centro; area prevalentemente residenziale sviluppatasi soprattutto nella seconda metà del XX secolo.
- Borik (Borik I) – quartiere moderno costruito in gran parte dopo il terremoto del 1969, caratterizzato da edifici residenziali e infrastrutture sportive.
- Novi Borik (Borik II) quartiere affianco al Borik I, il più recente di tutti e ha edifici come grattacieli, centri commerciali, viali e un impianto di tennis.
- Obilićevo – situato lungo il fiume Vrbas, combina aree residenziali e attività commerciali.
- Lazarevo – vasta area urbana a nord della città, composta da più comunità locali.
- Nova Varoš – quartiere tradizionale con funzioni residenziali e presenza di edifici storici.
- Lauš – zona urbana mista con abitazioni, scuole e servizi.
- Petrićevac – area collinare nota anche per il monastero francescano.
- Rebrovac – quartiere residenziale situato vicino al centro cittadino.
Oltre ai quartieri propriamente urbani, il territorio amministrativo di Banja Luka comprende anche insediamenti periferici e villaggi integrati nell’area municipale.
Amministrazione
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Dal 24 dicembre 2020, il sindaco della città è Drasko Stanivukovic.[2]
Il centro amministrativo della città si trova nel centro città davanti alla Cattedrale di Cristo Salvatore.
Il governo della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina si trova nella piazza della Repubblica, nel quartiere di Novi Borik.
Gemellaggi
[modifica | modifica wikitesto]Banja Luka è gemellata con le seguenti città:[4]
Bari, dal 2007
Bitonto
Campobasso
Belgrado
Novi Sad
Sremska Mitrovica
Patrasso
Mosca
Kaiserslautern
Graz
Leopoli
Kranj
Modi'in-Maccabim-Re'ut
Carapelle, dal 2016
Samara, dal 2026
Gorizia, dal 01/07/2025
Sport
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Calcio
[modifica | modifica wikitesto]La squadra principale della città è il Fudbalski Klub Borac Banja Luka(letteralmente Società Calcistica Borac Banja Luka). Milita nella massima divisione del calcio dello stato e gioca nell'omonimo stadio cittadino.
Oltre al calcio, il Borac ha squadre di Pallamano, Basket e Pallavolo.
Gli ultras del Borac sono i Lešinari 1987 e sono conosciuti come uno dei gruppi più grandi della ex Jugoslavija. Nei 100 anni della squadra, hanno preparato uno spettacolo visivo di pirotecnici del colore della squadra, illuminando tutta la città.
Il fiume Vrbas rappresenta inoltre un importante centro per gli sport acquatici, in particolare il rafting e il kayak, discipline per le quali Banja Luka è conosciuta anche a livello internazionale grazie all’organizzazione di eventi e campionati europei e mondiali.
TV, media e radio
[modifica | modifica wikitesto]Televisione
[modifica | modifica wikitesto]- PTPC (RTRS)
- RTV BN
- ATV
Stazioni Radio principali
[modifica | modifica wikitesto]- Big Radio 1 (93,6 MHz)
- Big Radio 2 (91.5 MHz)
- Big Radio 3 (96.5 MHz)
- Big Radio 4 (98.6 MHz)
- Nes Radio (88.4 MHz)
Infrastrutture e trasporti
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Banja Luka dispone di una rete infrastrutturale sviluppata che la collega alle principali città della Bosnia ed Erzegovina e dei paesi limitrofi. La città è attraversata da importanti arterie stradali e dall’autostrada Gradiška–Banja Luka, che garantisce il collegamento con il confine croato e la rete autostradale europea.
Il trasporto pubblico urbano è assicurato dalle aziende Bočac Tours, AP-GS e da Pavlović Turs e offrono linee di autobus che collegano il centro con i quartieri periferici e le località dell’area municipale. Dal 2024 è stata introdotta la linea notturna che segue il percorso delle linee giornaliere 14a e 12p. La stazione degli autobus rappresenta un nodo fondamentale per i collegamenti interurbani e internazionali.
Banja Luka è servita anche da una stazione ferroviaria, con collegamenti verso altre città della Bosnia ed Erzegovina e verso la Croazia. A circa 23 km dal centro si trova l’Aeroporto Internazionale di Banja Luka (Mahovljani), che offre voli nazionali e internazionali, soprattutto verso diverse destinazioni europee.
Cucina
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La cucina di Banja Luka rappresenta una variante regionale della tradizione gastronomica, caratterizzata da un'evidente fusione tra influenze balcaniche, ottomane e austro-ungariche. Basata su ingredienti locali come carne, latticini, cereali e verdure di stagione, si distingue per la preparazione di piatti ricchi e sostanziosi, con una forte tradizione legata alla cottura sulla griglia (roštilj) e alla cottura lenta. Il piatto simbolo della città è il Banjalučki ćevap. Si distingue nettamente dalle varianti di Sarajevo o Travnik per la sua forma: i cilindri di carne macinata (solitamente un mix di manzo e vitello, talvolta con maiale o agnello) non vengono serviti separatamente, ma uniti insieme in "mattonelle" da quattro pezzi (ploče). Viene grigliato e servito all'interno della lepinja (o somun), un pane piatto locale ammorbidito con brodo di carne, accompagnato da abbondante cipolla cruda tritata, kajmak e salsa Ajvar.
Galleria d'immagini
[modifica | modifica wikitesto]- Museo d'arte moderna.
- Una via della città.
- Parco cittadino.
- Piazza principale
- Tempio di Cristo Salvatore
- Panorama della città.
- Stadio del Borac.
- Parco Mladen Stojanovič
- Parco Petar Kočić
- Gospodska ulica
- Il centro culturale ''Banski Dvor''
- Fortezza Kastel.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (FR) Bernard-Henri Lévy, Récidives, Grasset, 5 maggio 2004, ISBN 978-2-246-66979-1. URL consultato l'8 giugno 2021.
- 1 2 Gazzetta ufficiale della comunità europea.
- ↑ Informazioni sulla cattedrale, su 24sata.info. URL consultato il 28 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- ↑ città gemellate dal sito di Banja Luka, su banjaluka.rs.ba. URL consultato il 10 novembre 2010 (archiviato dall'url originale il 17 settembre 2011).
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Banja Luka
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (SR, EN) Sito ufficiale, su banjaluka.rs.ba.
- Banja Luka, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Umberto Toschi, BANJA LUKA, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1930.
- Banja Luka, su sapere.it, De Agostini.
- (EN) Banja Luka, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- Pagina web della città, su banjaluka.rs.ba. URL consultato il 23 maggio 2006 (archiviato dall'url originale il 23 maggio 2006).
- Banjaluka live, portale informativo, su banjalukalive.com.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 130179672 · LCCN (EN) n80020472 · GND (DE) 4454278-1 · BNF (FR) cb12222830t (data) · J9U (EN, HE) 987007561940305171 · NSK (HR) 981005721892509366 |
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