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Termanzia

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Emilia Materna Termanzia

Emilia Materna Termanzia (latino: Aemilia Materna Thermantia; ... – Roma, 415) fu per un breve periodo di tempo la moglie dell'imperatore romano Onorio.

Dittico di Stilicone (400 circa, Monza, Tesoro del Duomo), raffigurante Stilicone, la moglie Serena e il figlio Eucherio

Emilia Materna[1] Termanzia era figlia del magister militum Stilicone, l'uomo forte dell'Impero romano d'Occidente, e di Serena; aveva un fratello, Eucherio, e una sorella, Maria.

Nel 398 Maria era andata in sposa all'imperatore Onorio; dopo la morte di questa, nel 408 fu Termanzia a sposare Onorio:[2] pare che Stilicone fosse contrario a questo secondo matrimonio, ma cedette alle pressioni della moglie Serena, la quale non voleva perdere il proprio potere, in quanto il matrimonio tra Maria e Onorio era finito senza figli.[3] Quello stesso anno, però, Stilicone fu pretestuosamente accusato di voler innalzare sul trono Eucherio, e i due furono uccisi: Onorio, allora, allontanò Termanzia da Ravenna, mandandola a vivere con la madre a Roma,[4] forse divorziando da lei.[5]

Termanzia morì nel 415,[6] fu sepolta, assieme ad Onorio, Eucherio e alla sorella Maria, nel Mausoleo onoriano situato nei pressi dell'antica basilica di San Pietro in Vaticano.[7]

  1. Il nome è attestato da un'iscrizione CIL VI, 36965
  2. O'Flynn, p. 61.
  3. Zosimo, v.28, il quale afferma, contraddicendosi, che Termanzia morì poco dopo le nozze; O'Flynn, p. 170.
  4. Zosimo, v.35.3; i due eunuchi incaricati di portarla a Roma, Terenzio e Arsacio, assassinarono pure Eucherio e furono per questo promossi.
  5. Nathan, p. 78.
  6. Chronicon paschale, s.a. 415, citato in Nathan, p. 214.
  7. Augustus J. C. Hare, Walks in Rome, Real Books, 2007, ISBN 1406782084, p. 258.
Fonti primarie
Fonti secondarie
  • Nathan, Geoffrey, The Family in Late Antiquity, Routledge, 2000, ISBN 0415166659
  • O'Flynn, John Michael, Generalissimos of the Western Roman Empire, University of Alberta, 1983, ISBN 0888640315; ed. it. I generalissimi dell'Impero romano d'Occidente, Ar, Padova, 2020.

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