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Stuart

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Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Stuart (disambigua).
(EN) Stuart / Stewart
(GD) Stiùbhart
(IT) Stuardi
Stato Regno di Scozia
Regno d'Inghilterra
Regno d'Irlanda
Regno di Gran Bretagna
Casata di derivazioneClan Stewart
Titoli
FondatoreRoberto II di Scozia
Ultimo sovranoAnna di Gran Bretagna
Data di fondazione1371
Data di estinzione1807
Data di deposizione1714
Etniascozzese
Rami cadetti
Stemma di Casa Stuart

Il casato degli Stuart o Stewart (in gaelico scozzese Stiùbhart) è stata la casa reale della Scozia e successivamente della Gran Bretagna. Il cognome, alle volte, veniva italianizzato in Stuardi e accordato per genere, come nel caso di Maria Stuarda.[1]

Il casato era di origine bretone; regnò sul Regno di Scozia per 336 anni, tra il 1371 e il 1707. Dopo la morte di Elisabetta I d'Inghilterra, l'ultima monarca della dinastia Tudor, il casato degli Stuart le succedette sui troni di Inghilterra e Irlanda. Tra il 1603 e il 1707 gli Stuart furono i regnanti sui tre regni di Scozia, Inghilterra e Irlanda con la formula dell'unione dinastica. In seguito il loro posto come famiglia reale venne preso dagli Hannover.

Diversi membri di vari rami cadetti o illegittimi sono presenti ancora oggi.

Lo stesso argomento in dettaglio: Clan Stewart.
Il tartan del clan Stewart, secondo un'ipotetica ricostruzione del Vestiarium Scoticum del 1842.

Le origini della famiglia Stuart sono remote e oggi piuttosto oscure; si possono far risalire tuttavia ad Alan FitzFlaad seguace del vescovo di Dol, nel ducato di Bretagna, ricoprì gli incarichi prestigiosi di Steward e di Dapifer (letteralmente, "colui che porta il cibo"). Gli storici dichiarano definitivamente che Alan fosse di origine bretone[2]. Alan godeva di ottimi rapporti con Enrico I, che gli concesse terre nella regione dello Shropshire. La famiglia FitzFlaad stabilì proprio nello Shropshire la sua atavica dimora, divenendo in breve tempo una delle famiglie della migliore nobiltà del regno. Alcuni suoi membri ricoprirono l'importante carica di High Sheriff of Shropshire.

Il figlio di Alan, Walter FitzAlan (1100 circa-1177), fu il prediletto della famiglia a ricoprire la carica di High Steward of Scotland, rendendola ereditaria, mentre suo fratello William FitzAlan (1106-1160) divenne High Sheriff del Shropshire da Adeliza di Lovanio, seconda moglie di Enrico I d'Inghilterra. Durante il periodo conosciuto come Anarchia, i due fratelli furono sostenitori di Matilde, Lady of the English nella sua lotta contro il cugino Stefano I d'Inghilterra. Altro sostenitore di Matilda fu suo zio Davide I, re di Scozia appartenente al Casato dei Dunkeld. In seguito alla sconfitta militare di Matilda, che lasciò l'Inghilterra, Walter FitzAlan fu costretto a seguire re Davide I nella sua ritirata verso la Scozia. Qui ricevette terre nel Renfrewshire e gli fu confermato l'incarico a vita di High Steward of Scotland. Sotto il regno di Malcolm IV di Scozia il titolo di High Steward venne reso ereditario per la famiglia FitzAlan; fu così che il figlio di Walter assunse il cognome Stewart. Il nuovo clan Stewart scelse la città di Dundonald come residenza ufficiale.

Il sesto High Stewart di Scozia, Walter Stewart prese in moglie Marjorie Bruce, figlia del re degli scozzesi Roberto I, e partecipò in prima persona alla battaglia di Bannockburn. Il figlio della coppia, Robert, aveva quindi sangue reale, e quando suo zio Davide II morì senza eredi nel 1371, fu designato come suo successore e prese il nome di Roberto II di Scozia. Si estingueva così il Casato reale di Bruce ed iniziava la dinastia reale Stewart.

Re di Scozia: da Roberto II a Giacomo V

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Lo stesso argomento in dettaglio: Monetazione scozzese e Guerre d'Italia.
Ritratto di Giacomo V di Scozia, il re che perseverò nella lotta contro l'Inghilterra per tutta la durata del suo regno. Ritratto di Corneille de Lyon.

La nuova dinastia reale si dovette confrontare subito con due gravi ostacoli: al suo interno essa era minacciata dall'indipendenza della nobiltà scozzese, all'esterno dalla potenza militare inglese. Dopo i regni di relativa tranquillità di Roberto II (1371-1390) e Roberto III (1390-1406), alla morte di quest'ultimo, il nuovo re Giacomo I (1406-1437) era prigioniero degli inglesi e tale rimase per diciotto anni, sino a quando i nobili scozzesi capeggiati da suo zio, il duca d'Albany, non pagarono il riscatto per liberarlo nel 1424. Il re, che era stato in stretto contatto con il modello di gestione inglese, intraprese subito azioni decise per riottenere autorità e controllo nel regno. In una di queste fece giustiziare la famiglia Albany, che si era opposta alle sue azioni e che aveva ritardato il pagamento del suo riscatto, contribuendo a gettare il regno nel disordine. Giacomo I avviò inoltre numerose riforme finanziarie e legali. Ad esempio, con lo scopo di favorire il commercio con altre nazioni, rese le monete scozzesi scambiabili con valuta straniera, purché all'interno dei confini scozzesi. Cercò poi di rimodellare il Parlamento di Scozia su modello di quello inglese e in politica estera, nel 1428 rinnovò la Vecchia Alleanza, un accordo militare franco-scozzese contro l'Inghilterra.

I sovrani che seguirono, Giacomo II (1437-1460) e Giacomo III (1460-1488) affrontarono gli stessi problemi dei loro predecessori nella guerra contro l'Inghilterra ed il potere incontrollato della nobiltà scozzese. Giacomo II, alleatosi con i Lancaster durante la guerra delle Due Rose, finì ucciso durante l'assedio della città reale di Roxburgh. Alla sua morte le congiure continuamente ordite ai danni del potere regio portarono all'assassinio di Giacomo III da parte di un gruppo di nobili scozzesi al soldo del re inglese. Con Giacomo IV (1488-1513) si ebbe il primo serio tentativo di pace con l'Inghilterra: il re infatti decise di sposare la figlia di re Enrico VII Tudor, Margherita. L'unione matrimoniale tra le due dinastie non riuscì tuttavia a mettere fine agli scontri armati e a garantire la pace: allo scoppio delle guerre d'Italia e dopo la formazione della Lega di Cambrai, Giacomo IV si schierò con i francesi, contro gli inglesi. Nel 1513, durante la battaglia di Flodden Field, Giacomo IV, che comandava l'esercito scozzese contro quello di Enrico VIII Tudor, rimase ucciso. Il regno del suo successore, Giacomo V (1513-1542), fu caratterizzato da un forte fervore religioso, che portò a numerose esecuzioni capitali di eretici; il re non smise inoltre di combattere gli inglesi, ed attuò un piano di alleanza con la Francia, rinnovando la Auld Alliance e sposando la duchessa francese Maria di Guisa. Le battaglie contro il regno d'Inghilterra caratterizzarono tutta la durata del regno di Giacomo V.

Regina di Scozia: Maria I

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Lo stesso argomento in dettaglio: Maria Stuarda ed Elisabetta I d'Inghilterra.
Maria ritratta da un artista anonimo.

Maria I Stuarda, unica figlia sopravvissuta di Giacomo V e di Maria di Guisa, ascese al trono a soli sei giorni di vita nel 1542. Scappata dalle guerre anglo-scozzesi, quand'era ancora bambina, Maria fu cresciuta nell'ambiente colto e raffinato della corte francese di Caterina de' Medici ed ebbe un'ottima educazione in ambito culturale, ma non altrettanto approfondita in ambito politico, giacché la regina consorte di Francia non aveva potere effettivo. Il 24 aprile 1558, a sedici anni, sposò il Delfino di Francia Francesco, che salì al trono come Francesco II il 10 luglio 1559.

Alla morte di Francesco, avvenuta nel dicembre del 1560, Maria tornò in Scozia, dove l'attendeva lo scontro con la nuova religione calvinista, istituita durante la sua assenza. Maria fu una sovrana molto tollerante e questo non fece altro che aumentare il potere dei Lord protestanti. Scontentando i suoi nobili e sua cugina di secondo grado, la regina protestante Elisabetta I, Maria sposò il cattolico Enrico Stuart, Lord Darnley, da cui ebbe un figlio, il futuro Giacomo VI di Scozia. Il carattere di Darnley, le sue alleanze politiche e gli intrighi di corte portarono a una rottura nel rapporto tra i due sovrani.

Scappata in Inghilterra, Maria pensava di poter essere aiutata dalla cugina di secondo grado Elisabetta, che invece la imprigionò per quasi vent'anni. In questi due decenni la regina di Scozia divenne il fulcro e l'anima del cattolicesimo inglese e molti complotti furono organizzati in suo nome per assassinare Elisabetta e innalzare Maria al trono. La regina di Scozia si ritrovò dunque a essere il simbolo vivente della Controriforma e finì sacrificata nella lotta tra la Spagna cattolica di Filippo II e l'Inghilterra protestante di Elisabetta I. Implicata nel complotto Babington, Maria fu accusata di alto tradimento e condannata alla pena capitale.

La sua esecuzione, avvenuta l'8 febbraio 1587, fu un duro colpo all'autorità divina dei sovrani: per la prima volta nella Storia una regina fu giudicata e condannata a morte, nonostante le peraltro flebili proteste dell'Arcivescovo di Londra. L'unico figlio di Maria Stuarda, Giacomo, fu il primo re britannico che riunì i domini inglesi a quelli scozzesi.

Re d'Inghilterra: Giacomo I

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Lo stesso argomento in dettaglio: Giacomo I d'Inghilterra e Inghilterra nel periodo Stuart.
Ritratto di Giacomo I, il primo Stuart a regnare in Inghilterra.

Giacomo VI, figlio di Maria I, regnò in Scozia dal 24 luglio 1567, quando aveva solo un anno, fino alla morte; il paese fu governato da diversi reggenti durante la sua minorità, che terminò ufficialmente nel 1578, sebbene non abbia preso pieno controllo del suo governo fino al 1581. Il 24 marzo 1603, con il nome Giacomo I, succedette a Elisabetta I, ultima rappresentante della dinastia Tudor, che morì nubile e senza figli, sul trono inglese.

Giacomo I fu un monarca popolare in Scozia, ma fronteggiò molte difficoltà in Inghilterra: fu soprattutto incapace di trattare con il Parlamento, che si mostrò subito ostile nei suoi confronti, e di gestire la delicata questione religiosa che infervorava da anni il paese. Il suo gusto per l'assolutismo politico, la sua irresponsabilità nella gestione finanziaria del regno e i suoi impopolari favoriti, come il duca di Buckingham George Villers posero probabilmente le basi per lo scoppio della guerra civile inglese qualche anno dopo. Tuttavia, durante la vita di Giacomo I il governo del regno rimase sempre relativamente stabile.

Assieme ad Alfredo il Grande, Giacomo I è considerato uno dei più colti sovrani sia d'Inghilterra che di Scozia. Durante il suo regno continuò la straordinaria fioritura culturale dell'Età Elisabettiana nella letteratura, nelle arti e nelle scienze. Lo stesso Giacomo era uno studioso di talento, autore di opere sulle arti occulte come il Daemonologie (1597) e il Basilikon Doron (1599), nonché promotore della più importante traduzione in inglese della Bibbia, nota come Bibbia di Re Giacomo, tuttora unica versione ufficiale delle Sacre Scritture ammessa dalla Chiesa anglicana.

Re d'Inghilterra: Carlo I e la rivoluzione

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Lo stesso argomento in dettaglio: Carlo I d'Inghilterra e Guerra civile inglese.
Ritratto di Carlo I nel 1632; opera di Daniel Mytens.

Carlo I divenne re d'Inghilterra, Scozia e Irlanda alla morte del re Giacomo I, nel 1625. Sostenitore, come il padre, del diritto divino dei re, fu impegnato nella prima fase del suo regno in una dura lotta di potere contro il Parlamento che gli si oppose risolutamente, temendo le sue aspirazioni assolutistiche, soprattutto nel tentativo di riscuotere le tasse senza il suo assenso. Altra causa di attrito con una parte della società inglese fu la sua politica religiosa: perseverando nel "sentiero intermedio" della Chiesa anglicana, fu ostile alle tendenze riformate di molti dei suoi sudditi inglesi e scozzesi e da questi accusato di essere a sua volta troppo vicino al cattolicesimo. Sposò infatti una principessa cattolica, Enrichetta Maria di Francia, ed ebbe come stretto collaboratore l'arcivescovo di Canterbury, l'anglicano William Laud.

Le tensioni politiche e religiose accumulate nel corso degli anni si concretizzarono con lo scioglimento del Parlamento negli anni denominati del "Governo Personale" ed esplosero nella guerra civile inglese. Negli anni del Governo Personale, Carlo I si dimostrò un sovrano capace e un munifico mecenate. Ma il suo bisogno di soldi per finanziare le guerre lo portò a riassemblare il Parlamento. La situazione però andò degenerando e contro il re si scontrarono le forze parlamentari, che si opponevano ai suoi tentativi di accrescere il suo potere in senso assolutistico, e dei puritani, che erano ostili alle sue politiche religiose. La guerra, iniziata nel 1642, consistette in un susseguirsi di battaglie campali nelle quali emerse la superiorità delle armate parlamentari sui cavaliers fedeli al re e che si conclusero con una disfatta per Carlo, che venne catturato e processato. I suoi giudici, spinti da Oliver Cromwell, lo condannarono a morte con l'accusa di alto tradimento. Carlo I venne così giustiziato il 30 gennaio 1649.

Alla morte di Carlo I, il parlamentare Oliver Cromwell diede vita ad un governo repubblicano, con l'instaurazione del Commonwealth. Alla sua morte, nel 1658, gli succedette il figlio Richard, che non fu in grado di reggere le redini del governo e fuggì da Londra nel 1660.

Re d'Inghilterra: la Restaurazione di Carlo II

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Lo stesso argomento in dettaglio: Carlo II d'Inghilterra e Restaurazione inglese.
Carlo II in armatura ritratto nel 1680. Dipinto di John Riley.

Fuggito dall'Inghilterra durante la guerra civile che portò all'esecuzione capitale di suo padre, Carlo II tentò di riappropriarsi della corona nel 1651 con la battaglia di Worcester. L'esito negativo del conflitto portò Carlo, che era stato eletto re di Scozia sempre nel 1651, a passare i nove anni che lo separavano dall'insediamento sul trono in terra straniera, ospite in Francia, Spagna e nei Paesi Bassi.

Quando nel 1659 il Protettorato retto da Richard Cromwell cadde, il generale George Monck invitò formalmente Carlo a tornare in patria dove avrebbe governato da re. Il 25 maggio del 1660 Carlo sbarcò su suolo inglese e il 29, giorno del suo trentesimo compleanno, entrò trionfalmente a Londra, dove fu incoronato. Il regno di Carlo II fu contrassegnato da un grande rinnovamento del Paese. Il grande incendio di Londra del 1666, che distrusse la città, diede al re la possibilità di affidare a prestigiosi architetti come Christopher Wren la ricostruzione della capitale. In politica estera Carlo II partecipò alla prima, alla seconda ed alla terza guerra anglo-olandese, espandendo il potere della marina inglese e consolidando l'autorità inglese nelle colonie del Nuovo Mondo, in particolare in quelle del Nord America. Fino al 1678 Carlo II si avvalse della collaborazione di valenti ministri come Lord Clarendon, Lord Buckingham e Lord Leeds. Fu in questi anni che si definì la differenza fra i due maggiori partiti politici inglesi, il partito Tory e il partito Whig. Entrato in conflitto con il Parlamento, nel 1679 decise di abolirlo e governò come sovrano assoluto sino alla morte, avvenuta nel 1685. Dal suo matrimonio con l'infanta Caterina di Braganza non era riuscito ad avere figli legittimi cosicché erede del suo trono fu il fratello Giacomo, duca di York.

Durante il regno di Carlo II, denominato Merrie Monarch, venne dato grande impulso allo sviluppo della arti e delle scienze, tanto che il re approvò la fondazione della Royal Society.

Re d'Inghilterra: Giacomo II e la Gloriosa Rivoluzione

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Lo stesso argomento in dettaglio: Giacomo II d'Inghilterra e Gloriosa rivoluzione.
Giacomo II ritratto durante il suo esilio in Francia.

Giacomo II divenne re nel 1685, alla morte del fratello maggiore Carlo. Nonostante l'opposizione di una parte del Parlamento, sfociata nell'Exclusion Bill e nel Rye House Plot, la sua nomina venne avallata dal Parlamento, che gli promise gli stessi contributi che erano spettati a suo fratello e predecessore. Ben presto però, alcuni suoi sudditi cominciarono a diffidare della sua politica religiosa apertamente filo-cattolica e lo sospettarono di dispotismo. Con la nascita del suo primo figlio maschio sopravvissuto, Giacomo Francesco Edoardo (1688), Giacomo II si assicurava una discendenza cattolica. Esclusi dalla successione al trono, Maria e Guglielmo d'Orange, rispettivamente figlia e genero di Giacomo II, decisero di intervenire militarmente. Con l'appoggio di larga parte del Paese, l'esercito olandese invase l'Inghilterra. Giacomo II, incapace di resistere all'invasione, fu costretto all'esilio durante quella che è passata alla storia con il nome di Gloriosa Rivoluzione. Il Parlamento inglese lo dichiarò decaduto l'11 dicembre 1688, quello scozzese l'11 aprile 1689. Suo successore non fu il figlio primogenito maschio, Giacomo Francesco Edoardo, cattolico, ma la figlia protestante, Maria II, che regnò affiancata dal marito, Guglielmo III. I due sovrani vennero riconosciuti dal Parlamento e cominciarono a regnare nel 1689.

Giacomo venne esiliato, ma tentò ben presto di recuperare il trono perduto: nel 1689 sbarcò nell'Irlanda cattolica, da dove sperava di riuscire a giungere a Londra guidando i suoi sostenitori, che presero il nome di giacobiti. Nonostante avesse raccolto attorno a sé un folto esercito, finanziato in larga parte dal cugino francese Luigi XIV, Giacomo II venne sconfitto nella battaglia del Boyne, presso Dublino, e dovette fare ritorno in Francia. Nei suoi ultimi anni Giacomo II visse grazie ad un appannaggio garantito dal re di Francia e stabilì la sua corte presso Saint-Germain-en-Laye fino al 1701, anno della sua morte.

Regina d'Inghilterra: Maria II

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Lo stesso argomento in dettaglio: Maria II d'Inghilterra e Guglielmo III d'Inghilterra.
Ritratto di Maria II, opera di Peter Lely.

Figlia di re Giacomo II, andò in sposa al principe protestante Guglielmo d'Orange. Agli albori della gloriosa rivoluzione, nel 1688, appoggiò il marito nel suo progetto di invasione dell'Inghilterra; infatti, con la nascita del nuovo figlio del re, Giacomo Francesco Edoardo, Maria perdeva la possibilità di succedere al padre nella guida del regno d'Inghilterra. Fu così che un esercito olandese sbarcò sulle coste inglesi e che, dopo la fuga di Giacomo II, il Parlamento lo dichiarò decaduto e proclamò Maria e Guglielmo sovrani d'Inghilterra con i nomi di Maria II e Guglielmo III.

Dopo anni tornavano a regnare congiuntamente un re e una regina. Nei primi anni la coppia dovette affrontare il tentativo di Giacomo II di riprendere possesso del trono (battaglia del Boyne) e approvare una Dichiarazione che escludeva Giacomo Francesco Edoardo dalla successione in favore di Anna, sorella di Maria. Venne inoltre stabilito che, qualora Maria fosse morta, Guglielmo avrebbe regnato da solo, senza dover rinunciare ai suoi diritti, ma i suoi figli avuti da un'altra relazione non avrebbero potuto ereditare il trono.

Nella realtà dei fatti Maria II non regnò mai; i compiti politici e istituzionali erano tutti nelle mani del marito Guglielmo III. La regina aveva un compito di rappresentanza e di consiglio. Tuttavia, nei lunghi periodi di assenza di Guglielmo, che preferì sempre risiedere nei Paesi Bassi e che si spostò sul continente per affrontare gli eserciti di Luigi XIV per larga parte del suo regno, Maria lo sostituì negli incarichi di maggiore rilevanza. Quando lei morì di vaiolo nel 1694, Guglielmo III regnò da solo per i restanti anni.

Regina di Gran Bretagna: Anna

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Lo stesso argomento in dettaglio: Anna di Gran Bretagna.
La regina Anna in un ritratto di Willem Wissing.

Il 1º maggio 1707, Inghilterra e Scozia furono unite in un unico regno ed Anna divenne la prima sovrana di Gran Bretagna. Anna fu anche l'ultima sovrana del casato degli Stuart; le succedette un lontano cugino, Giorgio, del casato di Hannover, discendente di Elisabetta, figlia di Giacomo I.

La vita di Anna fu segnata da molte crisi relative alla successione alla corona. Oltre alle già ricordate vicende legate alla Gloriosa Rivoluzione, Anna soffriva della sindrome di Hughes-Stovin, che le rendeva estremamente difficile portare a termine la gravidanza; infatti la regina ebbe dal marito, Giorgio di Danimarca, un figlio, che le premorì (1700).

L'incapacità prima di Maria e poi di Anna di generare un figlio che sopravvivesse fino all'età adulta provocò una nuova crisi di successione, perché in assenza di un erede protestante, suo padre Giacomo II o Giacomo Francesco Edoardo, figlio della seconda moglie dell'ex re, avrebbero potuto cercare di riconquistare il trono.

La vittoria dei due Stuart sarebbe stata un ritorno al cattolicesimo romano. Fu per questa ragione che il Parlamento approvò una legge di successione che escludeva tutti i discendenti cattolici degli Stuart, designando al loro posto i protestanti principi d'Hannover, discendenti di Sofia del Palatinato lontana parente di Anna. L'Inghilterra costrinse la Scozia ad accettare questa scelta, giungendo nel 1707 all'unificazione dei due regni con l'Atto di Unione.

Quando Anna si spense nel 1714 la successione era decisa: il tedesco Giorgio, con il nome di Giorgio I, divenne re inaugurando una nuova dinastia.

Il giacobitismo

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Lo stesso argomento in dettaglio: Giacobitismo e Giacomo Francesco Edoardo Stuart.
Il principe Giacomo Francesco Edoardo in un ritratto di Louis Gabriel Blanchet.

Dopo la sconfitta sul fiume Boyne, Giacomo II rinunciò definitivamente a ritornare sul trono e visse i suoi ultimi anni ritirato a Saint-Germain-en-Laye sotto la protezione del cugino Luigi XIV. Alcuni stati europei tuttavia continuarono a considerarlo come il legittimo re d'Inghilterra: Francia e Stato della Chiesa, alla morte di Giacomo II, riconobbero il figlio Giacomo Francesco Edoardo re con il nome di Giacomo III. Conosciuto anche con il nome di Vecchio Pretendente, Giacomo III tentò di reimpadronirsi del trono e sbarcò in Inghilterra per ben due volte; nonostante l'aiuto garantito delle milizie assoldate da John Erskine, conte di Mar venne sconfitto e si ritirò a Roma. Fu per breve tempo Re titolare di Scozia dal 1745 al 1746 con il nome di Giacomo VIII, con la reggenza di suo figlio Carlo Edoardo, noto come il Giovane Pretendente.

Alla sua morte, avvenuta nel 1766, Carlo Edoardo venne riconosciuto dai suoi partigiani come Carlo III di Gran Bretagna e seguì le imprese del padre nel tentativo di tornare sul trono. Con la complicità di insurrezioni, passate alla storia con il nome di insurrezioni giacobite, scoppiate in Scozia, Carlo combatté anche prima della morte del padre contro le truppe regolari inglesi, sconfiggendole a Prestonpans e Falkirk, ma dovette soccombere nella battaglia di Culloden, la disfatta lo costrinse a rifugiarsi in Francia.

Con la morte di Carlo Edoardo il titolo di pretendente passò al fratello cardinale Enrico Benedetto (Enrico IX per i giacobiti), che fu l'ultimo membro della famiglia Stuart. Il titolo di Pretendente giacobita al trono d'Inghilterra passò poi nelle mani di discendenti sabaudi; suoi detentori furono poi gli Austria-Este e i Wittelsbach. Oggi il titolo è detenuto dal duca di Baviera Francesco. Nessun pretendente giacobita, dopo la morte di Enrico Benedetto nel 1807, ha più rivendicato apertamente il trono di Gran Bretagna agli Hannover.

Esistono tuttori discendenti illegittimi di Carlo Edoardo, tramite la figlia legittimata Charlotte Stuart, duchessa di Albany.

Il cenotafio degli ultimi Stuart, opera di Antonio Canova nella basilica di San Pietro in Vaticano (1819)

La famiglia Stuart si divise in diversi rami collaterali, tra cui i più celebri:

Imparentati con gli Stuart furono anche le famiglie Hamilton, Gordon e Campbell.

Linea di successione

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Lo stesso argomento in dettaglio: Tavole genealogiche del Clan Stewart.
Immagine Nome Note Consorte Stemma
Roberto II
(1371-1390)
Cugino di re Davide II di Scozia, morto senza discendenza. Elizabeth Mure
Eufemia de Ross
Tartan del Clan Stuart
Roberto III
(1390-1406)
Figlio del precedente re, Roberto II. Annabella Drummond Tartan del Clan Stuart
Giacomo I
(1406-1437)
Figlio del precedente re, Roberto III. Giovanna Beaufort Tartan del Clan Stuart
Giacomo II
(1437-1460)
Figlio del precedente re, Giacomo I. Maria di Gheldria Tartan del Clan Stuart
Giacomo III
(1460-1488)
Figlio del precedente re, Giacomo II. Margherita di Danimarca Tartan del Clan Stuart
Giacomo IV
(1488-1513)
Figlio del precedente re, Giacomo III. Margherita d'Inghilterra Tartan del Clan Stuart
Giacomo V
(1513-1542)
Figlio del precedente re, Giacomo IV. Maddalena di Francia
Maria di Guisa
Tartan del Clan Stuart
Maria I
(1542-1567)
Figlia del precedente re, Giacomo V. Francesco II di Francia
Enrico Stuart
James Hepburn
Tartan del Clan Stuart
Giacomo VI
(1567-1625)
Figlio di Maria, divenne re d'Inghilterra nel 1603 con il nome di Giacomo VI. Anna di Danimarca Tartan del Clan Stuart

Re d'Inghilterra, Scozia, Irlanda e Gran Bretagna

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Immagine Nome Note Consorte Stemma
Giacomo I & VI
(1603-1625)
Cugino di Elisabetta I Tudor, fu il primo membro della famiglia Stuart ad essere anche re d'Inghilterra. Anna di Danimarca Stemma della Real Casa Stuart
Carlo I
(1625-1649)
Figlio del precedente re, Giacomo I. Enrichetta Maria di Francia Stemma della Real Casa Stuart
Carlo II
(1660-1685)
Figlio del precedente re, Carlo I. Regnò a partire dal 1660, anno della caduta del Commonwealth di Oliver Cromwell. Caterina di Braganza Stemma della Real Casa Stuart
Giacomo II & VII
(1685-1688)
Fratello del precedente re, Carlo II e figlio di Carlo I. Anna Hyde
Maria Beatrice d'Este
Stemma della Real Casa Stuart
Maria II
(1689-1694)
Figlia del precedente re Giacomo II, dopo la Gloriosa Rivoluzione regnò congiuntamente al marito Guglielmo III d'Orange. Guglielmo III d'Orange Stemma della Real Casa Stuart
Anna
(1702-1714)
Sorella della precedente regina Maria II e figlia di Giacomo II. Fu l'ultima sovrana della famiglia Stuart e la prima sovrana di Gran Bretagna. Giorgio di Danimarca Stemma della Real Casa Stuart

Pretendenti Giacobiti Stuart

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Lo stesso argomento in dettaglio: Linea di successione della Casa degli Stuart.
Immagine Nome Note Consorte Stemma
Giacomo II & VII
(1685-1701)
Spodestato dopo la Gloriosa Rivoluzione, visse esule in Francia, presso il cugino Luigi XIV. Maria Beatrice d'Este Stemma di Casa Stuart
Giacomo Francesco Edoardo Stuart
Giacomo III & VIII
(1701-1766)
Figlio del precedente re, Giacomo II, visse a Parigi e a Roma; tentò di riprendere il trono britannico. Noto come Vecchio Pretendente. Maria Clementina Sobieska Stemma di Casa Stuart
Carlo Edoardo Stuart
Carlo III
(1766-1788)
Figlio di Giacomo Francesco Edoardo, provò con un tentativo armato a tornare sul trono britannico. Noto come Giovane Pretendente. Luisa di Stolberg-Gedern Stemma di Casa Stuart
Enrico Benedetto Stuart
Enrico IX & I
(1788-1807)
Figlio di Giacomo Francesco Edoardo e fratello di Carlo Edoardo, fu cardinale della Chiesa cattolica. – Stemma di Casa Stuart

Genealogia parziale

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Roberto II di Scozia (nato il 2 marzo 1316 a Paisley e morto il 19 aprile 1390 a Dundonald) - sposò nel 1336 Elizabeth Mure (nata il 2 marzo 1320 in Scozia e morta prima del 1355); sposò il 2 maggio 1355 Eufemia de Ross (nata nel 1329 circa e morta nel 1389 circa):

  1. (I) Roberto III (nato nel 1337 circa e morto il 4 aprile 1406 a Rothesay) - sposò nel 1366 circa Annabella Drummond (nata nel 1350 circa e morta nel 1401 circa a Scone):
    1. (illegittimo) John Stewart (nato nel 1364 e morto nel 1412) - la sua discendenza ha il titolo di baronetti Shaw-Stewart;
    2. (illegittimo) James Stewart;
    3. Margherita (nata nel 1370 circa e morta nel 1450 circa nel Dumfriesshire) - sposò nel 1389 Archibald Douglas (nato nel 1369 circa e morto il 17 agosto 1424 a Verneuil-sur-Avre): con discendenza;
    4. Elisabetta (nata nel 1372 circa e morta nel 1411 circa) - sposò James Douglas (morto prima del 1441): con discendenza;
    5. Davide (nato il 24 ottobre 1378 e morto il 26 marzo 1402 a Falkland) - sposò nel febbraio del 1400 Mary Douglas;
    6. Maria (nata nel 1380 circa e morta nel 1460 circa a Strathblane) - sposò George Douglas (nato nel 1380 a North Berwick e morto nel 1403): con discendenza; sposò nel 1406 James Kennedy: con discendenza; sposò nel 1413 circa William Graham (morto nel 1424): con discendenza; sposò nel 1425 William Edmonstone: con discendenza;
    7. Roberto (morto prima del 1393)
    8. Egidia (morta nel 1417)
    9. Giacomo I (nato il 25 luglio 1394 a Dunfermline e morto il 21 febbraio 1437 a Perth) - sposò il 12 febbraio 1424 a Londra, Giovanna Beaufort (nata nel 1404 circa a Londra e morta il 15 luglio 1445 a Dunbar):
      1. Margherita (nata il 25 dicembre 1424 a Perth e morta il 16 agosto 1445 a Châlons-en-Champagne) - sposò il 25 giugno 1436 a Tours, Luigi XI di Francia (nato il 3 luglio 1423 a Bourges e morto il 30 agosto 1483 a La Riche)
      2. Isabella (nata nell'autunno del 1426 e morta dopo il 1494) - sposò il 30 ottobre 1442 a Auray, Francesco I di Bretagna (nato l'11 maggio 1414 a Vannes e morto il 17 luglio 1450 a Vannes): con discendenza;
      3. Giovanna (nata nel 1428 circa e morta il 22 giugno 1493) - sposò del 1459 James Douglas (nato nel 1426 e morto il 22 ottobre 1493): con discendenza;
      4. Alessandro (nato il 16 ottobre 1430 a Edimburgo e morto prima del 1431)
      5. Giacomo II (nato il 16 ottobre 1430 a Edimburgo e morto il 3 agosto 1460 a Roxburghshire) - sposò il 3 luglio 1449 a Edimburgo, Maria di Gheldria (nata il 17 gennaio 1433 a Grave e morta il 1° dicembre 1463 nel Roxburghshire):
        1. un figlio (nato e morto il 19 maggio 1450)
        2. Maria (nata nel maggio del 1453 a Stirling e morta nel maggio del 1488) - sposò prima del 1467 (annullato nel 1473) Thomas Boyd (morto nel 1473 circa): con discendenza; sposò nel 1474 James Hamilton (nato nel 1415 circa a Hamilton e morto il 6 novembre 1479): con discendenza;
        3. Giacomo III (nato nel 1451 circa a Stirling e morto l'11 giugno 1488) - sposò nel luglio del 1469 a Edimburgo, Margherita di Danimarca (nata il 23 giugno 1456 a Copenaghen e morta il 14 luglio 1486 a Edimburgo):
          1. Giacomo IV (nato il 17 marzo 1473 a Stirling e morto il 9 settembre 1513 a Branxton) - sposò l'8 agosto 1503 a Edimburgo, Margherita Tudor (nata il 29 novembre 1489 a Londra e morta il 18 ottobre 1541 a Methven):
            1. (illegittimo con Marion Boyd) Alexander Stewart (nato nel 1491 circa e morto il 9 settembre 1513) - arcivescovo
            2. (illegittima con Marion Boyd) Catherine Stewart (nata nel 1495 circa e morta nel 1554) - sposò James Douglas (morto nel 1548)
            3. (illegittima con Margaret Drummond) Margaret Stewart (nata nel 1498 circa) - sposò John Gordon (morto nel 1517): con discendenza; sposò John Drummond (nato nel 1486 circa e morto nel 1560): con discendenza;
            4. (illegittimo con Janet Kennedy) James Stewart (nato nel 1500 circa e morto nel 1544) - sposò il 26 agosto 1529 Elizabeth Campbell (nata nel 1509 e morta nel 1548): con discendenza;
            5. (illegittimo con Janet Kennedy) Margaret Stewart
            6. (illegittimo con Janet Kennedy) Jane Stewart
            7. (illegittima con Isobel Stewart) Janet Stewart (nata il 17 luglio 1502 e morta il 20 febbraio 1562) - sposò Malcolm Fleming (nato nel 1494 circa e morto il 10 settembre 1547); ebbe inoltre discendenza con Enrico II di Francia;
            8. Giacomo (nato il 21 febbraio 1507 a Stirling e morto il 27 febbraio 1508 a Stirling)
            9. una figlia (nata e morta il 15 luglio 1508 a Edimburgo)
            10. Arturo (nato il 20/21 ottobre 1509 a Stirling e morto il 14/15 luglio 1510 a Edimburgo)
            11. Giacomo V (nato il 10 aprile 1512 a Linlithgow e morto il 14 dicembre 1542 a Falkland) - sposò il 1° gennaio 1537 a Parigi, Maddalena di Valois (nata il 10 agosto 1520 a Saint-Germain-en-Laye e morta il 7 luglio 1537 a Edimburgo); sposò il 18 giugno 1538 a Saint Andrews, Maria di Guisa (nata il 22 novembre 1515 a Bar-le-Duc e morta l'11 luglio 1560 a Edimburgo):
              1. (illegittimo con Elizabeth Shaw) James Stewart (nato nel 1529 circa e morto nel 1557)
              2. (illegittimo con Margaret Erskine) James Stewart (nato nel 1531 circa e morto il 23 gennaio 1570 a Linlithgow) - sposò nel 1561 circa Agnes Keith (nata nel 1540 circa a Dunnottar e morta il 16 luglio 1588 a Edimburgo):
                1. Elizabeth (nata nel 1565 e morta il 18 novembre 1591) - sposò il 31 gennaio 1581 James Stewart (nato nel 1565 circa e morto il 7 febbraio 1592): con discendenza;
                2. Annabel (nata il 22 maggio 1568 e morta nel 1570)
                3. Margaret (nata nel 1570 e morta del 1586) - sposò nel 1584 Francis Hay
              3. (illegittimo con Margaret Erskine) Robert Stewart (morto nel 1581) - priore
              4. (illegittimo con Elizabeth Carmichael) John Stewart (nato nel 1531 circa e morto nel 1563): con discendenza;
              5. (illegittima con Elizabeth Bethune) Jean Stewart (nata nel 1533 circa e morta il 7 gennaio 1588 a Edimburgo) - sposò (divorziando) Archibald Campbell (morto il 12 settembre 1573)
              6. (illegittimo con Euphemia Elphinstone) Robert Stewart (nato nel 1533 circa e morto il 4 febbraio 1593): con discendenza;
              7. (illegittimo con Elizabeth Stewart) Adam Stewart (morto nel 1575 circa): con discendenza;
              8. (II) Giacomo (nato il 22 maggio 1540 a Saint Andrews e morto il 21 aprile 1541 a SA)
              9. Arturo/Roberto (nato il 12 aprile 1541 e morto il 20 aprile 1541)
              10. Maria (nata l'8 dicembre 1542 a Linlithgow e morta l'8 febbraio 1587 a Fotheringhay) - sposò il 24 aprile 1558 a Parigi, Francesco II di Francia (nato il 19 gennaio 1544 a Fontainebleau e morto il 5 dicembre 1560 a Orléans); sposò il 29 luglio 1565 a Edimburgo, Enrico Stuart (nato nel 1546 a Leeds e morto il 10 febbraio 1567 a Edimburgo); sposò il 15 maggio 1567 a Edimburgo, James Hepburn (nato nel 1534 circa a Edimburgo e morto il 14 aprile 1578 a Selandia):
                1. (II) Giacomo I d'Inghilterra - discendenza vedi: Dal XVI secolo
            12. un figlio (nato e morto nel novembre del 1512 a Edimburgo)
            13. Alessandro (nato il 30 aprile 1514 a Stirling e morto il 18 dicembre 1515 a Stirling)
          2. Giacomo (nato nel marzo del 1476 e morto nel gennaio del 1504) - arcivescovo
          3. Giovanni (nato nel dicembre del 1479 a Dunfermline e morto l'11 marzo 1503)
        4. Alessandro (nato nel 1454 circa a Stirling e morto il 7 agosto 1485 a Parigi) - sposò (poi dissolto) Katherine Sinclair (nata nel 1440 circa nelle Isole Orcadi e morta nel 1479); sposò Anne de la Tour d'Auvergne (nata nel 1460 e morta il 13 ottobre 1512):
          1. (I) Alessandro (nato nel 1477 e morto il 19 dicembre 1537) - vescovo - ebbe discendenza con Margaret Stewart (nata nel 1497 circa);
          2. Andrea
          3. Maud
          4. Margherita (morta dopo il 1542) - sposò Patrick Hamilton (morto nel 1520 circa): con discendenza;
          5. (II) Giovanni (nato l'8 luglio 1482 e morto il 2 luglio 1536 a Mirefleurs) - sposò il 13 luglio 1505 Anna de La Tour d'Auvergne (nata nel 1496 e morta nel 1524):
            1. (illegittima con donna sconosciuta) Eleanor (nata nel 1527 e morta nel 1578) - sposò il 22 ottobre 1547 a Fontainebleau, Jean de l'Hopital (morto nel 1578): con discendenza;
        5. Davide (nato nel 1455 circa e morto prima del 1457)
        6. Giovanni (nato nel 1457 circa a Stirling e morto nel 1479 a Edimburgo)
        7. Margherita (nata nel 1460 circa e morta nel 1503 circa) - ebbe discendenza con William Crichton;
      6. Eleonora (nata nel 1433 e morta il 20 novembre 1480 a Innsbruck) - sposò nel 1448 circa Sigismondo d'Austria (nato il 26 ottobre 1427 a Innsbruck e morto il 4 marzo 1496 a Innsbruck);
      7. Maria (nata nel 1434 circa e morta il 20 marzo 1465 a Veere) - sposò nel 1444 a Veere, Wolfert van Borselen (nato nel 1430 circa e morto il 20 aprile 1486 a Saint-Omer): con discendenza;
      8. Annabella (nata nel 1436 circa e morta nel 1506) - sposò nel 1457 (annullato nel 1458) Luigi di Savoia (nato nel luglio del 1436 a Ginevra e morto nell'aprile del 1482 a Thonon-les-Bains); sposò prima del marzo del 1460 (annullato nel 1471) George Gordon (nato prima del 1441 e morto l'8 giugno 1501 a Stirling): con discendenza;
  2. Walter (nato nel 1338 circa e morto nel 1362) - sposò Isabella MacDuff (morta nel 1389)
  3. Roberto (nato nel 1339 a Dundonald e morto il 3 settembre 1420 a Stirling) - sposò nel 1361 circa Margaret Graham (nata nel 1334 a Doune e morta nel 1376 circa); sposò nel 1380 Muriella Keith:
    1. (I) Murdoch (nato nel 1362 e morto il 25 maggio 1425) - sposò Isabella di Lennox (morta nel 1458): con discendenza;
    2. Gianna (morta nel 1379 circa)
    3. Margherita - sposò nel 1392 John Swinton (morto nel 1402): con discendenza;
    4. Maria - sposò William Abernethy
    5. Giovanna - sposò Robert Stewart
    6. Beatrice (morta prima del 1424) - sposò James Douglas (nato nel 1371 e morto il 24 marzo 1443 a Abercorn);
    7. Isabella - sposò Alexander Leslie (morto nel 1402): con discendenza; sposò Walter de Haliburton: con discendenza;
    8. (II) Giovanni (nato nel 1381 circa e morto il 17 agosto 1424 a Verneuil-sur-Avre) - sposò Elizabeth Douglas (morta nel 1451 circa):
      1. Margherita (morta prima del 1461) - sposò George Seton: con discendenza;
    9. Andrea (morto nel 1413 circa)
    10. Roberto (morto prima del 1431)
    11. Marjorie (morta prima del 1432) sposò Duncan Campbell: con discendenza;
    12. Elisabetta - sposò Malcolm Fleming
  4. Alessandro (nato nel 1343 a Dundonald e morto il 20 giugno 1405 a Badenoch) - sposò nel 1382 (divorziando nel 1392) Eufemia di Ross (nata nel 1345 e morta prima del 1398):
    1. (con Mariot Athyn) Alexander (nato nel 1375 a Dundonald e morto il 25 luglio 1435 a Inverness) - discendenza vedi: Conte di Mar
    2. (con Mariot Athyn) Janet (nata nel 1370 e morta nel 1410)
    3. (con Mariot Athyn) James (nato nel 1371 circa a Dundonald) - sposò Janet Menzies (nata nel 1382 circa e morta il 15 luglio 1445 a Dunbar):
      1. Neil (nato nel 1400 circa): con discendenza;
      2. Janet (nata nel 1403) - sposò Patrick Rattray (nato nel 1400): con discendenza;
      3. John (nato nel 1405 e morto il 10 dicembre 1475) - sposò Margaret MacDonald (nata nel 1406): con discendenza;
      4. Walter
    4. (con Mariot Athyn) Margaret (nata nel 1373 circa a Dundonald e morta nel 1439 a Dundonald) - sposò nel 1394 a Sutherland, Robert Sutherland (nato nel 1347 a Dunrobin e morto prima del 1427 a Dunrobin): con discendenza;
    5. (con Mariot Athyn) Andrew (nato nel 1380 circa): con discendenza;
    6. (con Mariot Athyn) Egidia (nata nel 1383 a Dundonald)
    7. (con Mariot Athyn) Duncan
    8. (con Mariot Athyn) Robert
  5. Margherita (nata nel 1336 circa e morta il 6 maggio 1417 a Loch Linnhe) - sposò John di Islay (morto nel 1386): con discendenza;
  6. Marjorie - sposò John Dunbar: con discendenza;
  7. Elisabetta - sposò Thomas de la Hay (morto nel 1406): con discendenza;
  8. Isabella (nata nel 1348 a Dundonald e morta il 26 ottobre 1410 a Dumfries e Galloway) - sposò James Douglas (nato nel 1358 e morto nell'agosto del 1388 a Northumberland): con discendenza; sposò John Edmonstone: con discendenza;
  9. Giovanna (nata nel 1350 a Dundonald e morta nel 1404 a Scone) - sposò John Keith (morto nel 1375); sposò il 4 ottobre 1376 a Glamis, John Lyon (nato nel 1340 circa e morto il 4 novembre 1382): con discendenza; sposò James Sandilands (nato nel 1334 circa a Calder e morto prima del 1397)
  10. Caterina (nata nel 1352 a Dundonald e morta nel 1446 nel Lanarkshire) - sposò Robart Logan (nato nel 1371 nell'Ayrshire e morto il 6 marzo 1439 a Edimburgo): con discendenza;
  11. (II) Davide (nata nel 1357 e morta nel 1386 circa) - sposò N. Lindsay:
    1. Eufemia (morta nel 1434): con discendenza;
  12. Walter (nato nel 1360 circa e morto il 26 marzo 1437) - discendenza vedi: Conte di Atholl
  13. Elisabetta - sposò il 22 febbraio 1375 David Lindsey (nato nel 1360 circa e morto nel 1407): con discendenza;
  14. Egidia (nata nel 1360 circa) - sposò William Douglas, signore di Nithsdale (nato nel 1370 circa e morto nel 1391): con discendenza;
  15. (con Mariota de Cardeny) Alexander
  16. (con Mariota de Cardeny) John
  17. (con Mariota de Cardeny) James
  18. (con Mariota de Cardeny) Walter
  19. (con Moira Leitch) John Stewart (nato nel 1356 circa e morto nel 1449) - con discendenza vedi: Marchese di Bute;
  20. (con donna sconosciuta) John (morto nel 1425)
  21. (con donna sconosciuta) Alexander - canonico
  22. (con donna sconosciuta) Thomas (nato prima del 1401) - vescovo
  23. (con donna sconosciuta) James
  24. (con donna sconosciuta) Walter
  25. (con donna sconosciuta) Mary - sposò Sir John de Danielstoun (nato nel 1307 a Kilmarnock e morto nel 1360 a Glasgow): con discendenza;

Dal XVI secolo

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Giacomo I d'Inghilterra (nato il 19 giugno 1566 a Edimburgo e morto il 27 marzo 1625 a Cheshunt) - sposò il 23 novembre 1589 a Oslo, Anna di Danimarca (nata il 12 dicembre 1574 a Skanderborg e morta il 2 marzo 1619 a Londra):

  1. Enrico Federico (nato il 19 febbraio 1594 a Stirling e morto il 6 novembre 1612 a Londra)
  2. Elisabetta (nata il 19 agosto 1596 a Dunfermline e morta il 13 febbraio 1662 a Londra) - sposò il 14 febbraio 1613 a Londra, Federico V del Palatinato (nato il 26 agosto 1596 a Lauterhofen e morto il 29 novembre 1632 a Magonza): con discendenza;
  3. Margherita (nata il 24 dicembre 1598 a Dalkeith e morta nel marzo del 1600 a Linlithgow)
  4. Carlo I (nato il 19 novembre 1600 a Dunfermline e morto il 30 gennaio 1649 a Londra) - sposò il 13 giugno 1625 a Canterbury, Enrichetta Maria di Borbone-Francia (nata il 25 novembre 1609 a Parigi e morta il 10 settembre 1669 a Colombes):
    1. Carlo Giacomo (nato e morto il 13 maggio 1629 a Londra)
    2. Carlo II (nato il 29 maggio 1630 a Londra e morto il 6 febbraio 1685 a Londra) - sposò il 21 maggio 1662 a Londra, Caterina di Braganza (nata il 25 novembre 1638 a Vila Viçosa e morta il 31 dicembre 1705 a Lisbona):
      1. (illegittimo con Lucy Walter) James Scott (nato il 9 aprile 1649 a Rotterdam e morto il 15 luglio 1685 a Londra) - discendenza vedi: Duca di Buccleuch
      2. (illegittima con Elizabeth Killigrew) Charlotte FitzRoy (nata nel 1650 circa e morta il 28 luglio 1684) - sposò James Howard (nato nel 1640 circa e morto nel 1669): con discendenza; sposò nel 1672 William Paston (nato nel 1654 e morto il 25 dicembre 1732 a Epsom): con discendenza;
      3. (illegittimo con Catherine Pegge) Charles FitzCharles (nato nel 1657 circa e morto il 17 ottobre 1680 a Tangeri) - sposò il 19 settembre 1678 a Londra, Bridget Osborne (nata nel 1664 circa e morta il 9 maggio 1718);
      4. (illegittima con Catherine Pegge) Catherine FitzCharles (nata nel 1658 circa e data di morte sconosciuta)
      5. (illegittima con Barbara Palmer) Anne Palmer (nata il 25 febbraio 1661 a Londra e morta il 16 maggio 1721/22) - sposò l'11 agosto 1674 a Londra, Thomas Lennard (nato il 13 maggio 1654 e morto il 30 ottobre 1715): con discendenza;
      6. (illegittimo con Barbara Palmer) Charles FitzRoy (nato il 18 giugno 1662 e morto il 9 settembre 1730 a Londra) - sposò nel 1679 Mary Wood (morta il 15 novembre 1690); sposò Anne Pultney (nata nel 1663 e morta nel 1746):
        1. Grace (nata il 28 marzo 1697 a Londra e morta il 22 settembre 1763 nel West Suffolk) - sposò il 2 settembre 1725 Henry Vane (nato nel 1705 circa e morto il 6 marzo 1758): con discendenza;
        2. William (nato il 19 febbraio 1698 e morto il 18 maggio 1774 a Staindrop) - sposò nel 1731 Henrietta Finch (nata nel 1702 e morta il 14 aprile 1742)
        3. Charles (nato il 19 febbraio 1698 e morto il 31 luglio 1723)
        4. Henry (nato il 17 agosto 1701 e morto nel 1708)
        5. Anne (nata il 12 novembre 1702 e morta il 13 febbraio 1769) - sposò John Paddey (nato nel 1696 e morto il 7 marzo 1780): con discendenza;
        6. Barbara
      7. (illegittimo con Barbara Palmer) Henry FitzRoy (nato il 28 settembre 1663 e morto il 9 ottobre 1690 a Cork) - discendenza vedi: Duca di Grafton
      8. (illegittima con Barbara Palmer) Charlotte Fitzroy (nata il 5 settembre 1664 e morta il 17 febbraio 1718 a Londra) - sposò il 6 febbraio 1677 Edward Lee (nato il 4 febbraio 1663 e morto il 14 luglio 1716): con discendenza;
      9. (illegittimo con Barbara Palmer) George FitzRoy (nato il 28 ottobre 1665 a Oxford e morto il 28 giugno 1716 a Epsom) - sposò nel 1686 Catherine Wheatley (nata nel 1669 a Bracknell e morta il 25 maggio 1714 a Londra); sposò Mary Dutton (morta il 27 agosto 1738 a Windsor)
      10. (illegittimo con Nell Gwyn) Charles Beauclerk (nato l'8 maggio 1670 a Londra e morto il 10 maggio 1726 a Bath) - discendenza vedi: Duca di St. Albans
      11. (illegittimo con Nell Gwyn) James Beauclerck (nato il 25 dicembre 1671 a Londra e morto nel settembre del 1680/81 a Parigi)
      12. (illegittima con Barbara Palmer) Barbara FitzRoy (nata il 16 luglio 1672 a Londra e morta il 6 maggio 1737 a Pontoise) - suora benedettina 'Suor Benedite' - ebbe discendenza con James Hamilton, IV duca di Hamilton (nato l'11 aprile 1658 a Hamilton e morto il 15 novembre 1712 a Londra);
      13. (illegittimo con Louise de Kérouaille) Charles Lennox (nato il 29 luglio 1672 a Londra e morto il 27 maggio 1723) - discendenza vedi: Duca di Lennox
      14. (illegittima con Moll Davis) Mary Tudor (nata il 16 ottobre 1673 a Londra e morta il 5 novembre 1726 a Parigi) - sposò il 18 agosto 1687 (separandosi) Edward Radclyffe (nato nel 1655 e morto il 29 aprile 1705): con discendenza; sposò il 23 maggio 1705 a Londra, Henry Graham (nato nel 1676 circa e morto il 7 gennaio 1707); sposò il 26 agosto 1707 a Londra, James Rooke: con discendenza;
    3. Maria (nata il 4 novembre 1631 a Londra e morta il 24 dicembre 1660 a Londra) - sposò il 2 maggio 1641 a Londra, Guglielmo II d'Orange (nato il 27 maggio 1626 a L'Aia e morto il 6 novembre 1650 a L'Aia): con discendenza;
    4. Giacomo II (nato il 14 ottobre 1633 a Londra e morto il 16 settembre 1671 a Saint-Germain-en-Laye) - sposò il 3 settembre 1660 Anna Hyde (nata il 12 marzo 1637 a Windsor e morta il 31 marzo 1671 a Londra); sposò il 23 novembre 1673 a Londra, Maria Beatrice d'Este (nata il 5 ottobre 1658 a Modena e morta il 7 maggio 1718 a SGEL):
      1. (I) Carlo (nato il 22 ottobre 1660 a Londra e morto il 5 maggio 1661 a Londra)
      2. Maria II (nata il 30 aprile 1662 a Londra e morta il 28 dicembre 1694 a Londra) - sposò il 4 novembre 1677 a Londra, Guglielmo III d'Inghilterra (nato il 4 novembre 1650 a L'Aia e morto l'8 marzo 1702 a Londra)
      3. Giacomo (nato il 12 luglio 1663 a Londra e morto il 20 giugno 1667 a Londra)
      4. Anna (nata il 6 febbraio 1665 a Londra e morta il 1° agosto 1714 a Londra) - sposò il 28 luglio 1683 a Londra, Giorgio di Danimarca (nato il 2 aprile 1653 a Copenaghen e morto il 28 ottobre 1708 a Londra):
        1. una figlia (nata morta il 12 maggio 1684)
        2. Maria (nata il 2 giugno 1685 a Londra e morta l'8 febbraio 1687 a Windsor)
        3. Anna (nata il 12 maggio 1686 a Windsor e morta il 2 febbraio 1687 a Windsor)
        4. un figlio (nato morto il 22 ottobre 1687)
        5. Guglielmo (nato il 24 luglio 1689 a Londra e morto il 30 luglio 1700 a Windsor)
        6. Maria (nata e morta il 16 ottobre 1690 a Londra)
        7. Giorgio (nato e morto il 17 aprile 1692 a Londra)
        8. una figlia (nata morta il 23 marzo 1693)
        9. due figli (nati morti il 20 settembre 1696)
        10. un figlio (nato morto il 15 settembre 1698)
        11. un figlio (nato morto il 24 gennaio 1700)
      5. Carlo (nato il 4 luglio 1666 a Londra e morto il 22 maggio 1667 a Londra)
      6. Edgar (nato il 14 settembre 1667 a Londra e morto l'8 giugno 1671 a Londra)
      7. (illegittima con Arabella Churchill) Henrietta FitzJames (nata nel 1667 e morta il 3 aprile 1730) - sposò il 29 novembre 1683 Henry Waldegrave (nato nel 1661 e morto il 24 gennaio 1689): con discendenza; sposò il 3 aprile 1695 Piers Butler (nato il 21 marzo 1652 e morto il 18 giugno 1740);
      8. Enrichetta (nata il 13 gennaio 1669 e morta il 15 novembre 1669)
      9. (illegittimo con Arabella Churchill) James FitzJames - discendenza vedi: FitzJames
      10. Caterina (nata il 9 febbraio 1671 e morta il 5 dicembre 1671)
      11. (illegittimo con Arabella Churchill) Henry FitzJames (nato il 6 agosto 1673 a Londra e morto il 16 dicembre 1702 a Bagnols-sur-Cèze) - sposò il 20 luglio 1700 Marie Gabrielle d'Audibert de Lussan a Saint-Germain-en-Laye, (nata nel 1675 circa a Lussan e morta il 15 maggio 1741 a Parigi):
        1. Christine (nata il 29 maggio 1703 a Bagnols-sur-Cèze e morta il 21 novembre 1720 a Parigi)
      12. (illegittima con Arabella Churchill) Arabella FitzJames (nata nel 1674 e morta il 7 novembre 1704) - suora
      13. (II) un figlio (nato e morto nel 1674)
      14. Caterina (nata il 10 gennaio 1675 e morta il 3 ottobre 1675)
      15. un figlio (nato e morto nell'ottobre del 1675)
      16. Isabella (nata il 28 agosto 1676 a Londra e morta il 2 marzo 1681 a Londra)
      17. Carlo (nato il 7 novembre 1677 a Londra e morto il 12 dicembre 1677 a Londra)
      18. Elisabetta (nata e morta nel 1678 circa)
      19. (illegittima con Catherine Sedley) Catherine Darnley (nata nel 1681 circa e morta il 13 marzo 1743) - sposò il 28 ottobre 1699 a Londra (separandosi nel 1701) James Annesley (nato il 3 luglio 1674 e morto il 21 gennaio 1702): con discendenza; sposò il 16 marzo 1706 a Londra, John Sheffield (nato l'8 settembre 1647 e morto il 21 febbraio 1721): con discendenza;
      20. un figlio (nato e morto nel febbraio del 1681)
      21. Carlotta (nata il 16 agosto 1682 e morta il 16 ottobre 1682)
      22. un figlio (nato e morto nell'ottobre del 1683)
      23. (illegittimo con Catherine Sedley) James Darnley (nato nel 1684 e morto il 22 aprile 1685)
      24. un figlio (nato e morto nel maggio del 1684)
      25. Giacomo (nato il 10 giugno 1688 a Saint-Germain-en-Laye e morto il 1° gennaio 1766 a Roma) - sposò il 3 settembre 1719 a Montefiascone, Maria Clementina Sobieska (nata il 18 luglio 1702 a Oława e morta il 18 gennaio 1735 a Roma):
        1. Charles (nato il 31 dicembre 1720 a Roma e morto il 30 gennaio 1788 a Roma) - sposò il 28 marzo 1772 (separandosi) Luisa di Stolberg-Gedern (nata il 20 settembre 1752 a Mons e morta il 29 gennaio 1824 a Firenze):
          1. (illegittimo con Marie Louise de La Tour d'Auvergne) Charles de Rohan (nato il 28 luglio 1748 e morto nel dicembre del 1748)
          2. (illegittima con Clementina Walkinshaw) Charlotte Stuart (nata il 29 ottobre 1753 a Liegi e morta il 17 novembre 1789 a Bologna) - ebbe discendenza con Ferdinand Maximilien Mériadec de Rohan (nato il 7 novembre 1738 a Parigi e morto il 31 ottobre 1813 a Parigi)
        2. Henry (nato il 6 marzo 1725 a Roma e morto il 13 luglio 1807 a Frascati) - cardinale
      26. Luisa (nata il 28 giugno 1692 a Saint-Germain-en-Laye e morta il 18 aprile 1712 a SGEL)
      27. (illegittimo con Catherine Sedley) Charles Darnley (morto nell'infanzia)
    5. Elisabetta (nata il 28 dicembre 1635 a Londra e morta l'8 settembre 1650 a Wight)
    6. Anna (nata il 17 marzo 1637 a Londra e morta il 5 novembre 1640 a Londra)
    7. Caterina (nata e morta il 29 giugno 1639)
    8. Enrico (nato l'8 luglio 1640 a Oatlands e morto il 13 settembre 1660 a Londra)
    9. Enrichetta (nata il 16 giugno 1644 a Exeter e morta il 30 giugno 1670 a Saint-Cloud) - sposò il 31 maggio 1661 a Parigi, Filippo I di Borbone-Orléans (nato il 21 settembre 1640 a Saint-Germain-en-Laye e morto il 9 giugno 1701 a SC): con discendenza;
  5. Roberto (nato il 18 gennaio 1602 a Dunfermline e morto il 27 maggio 1602 a Dunfermline)
  6. Maria (nata l'8 aprile 1605 a Londra e morta il 16 settembre 1607 a Stanwell)
  7. Sofia (nata il 22 giugno 1606 a Londra e morta il 23 giugno 1606 a Londra)
  1. ↑ Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "Stuart"[collegamento interrotto], in Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2010, ISBN 978-88-397-1478-7.
  2. ↑ James Balfour Allen County Public Library Genealogy Center, The Scots peerage; founded on Wood's edition of Sir Robert Douglas's peerage of Scotland; containing an historical and genealogical account of the nobility of that kingdom, Edinburgh : D. Douglas, 1904. URL consultato il 24 gennaio 2024.
  • (EN) George Bellew, Britain's Kings and Queens, Londra, Marboro Books, 1974, ISBN 0-85372-450-4.
  • Giovanni Pietro Bellori, Vite de' pittori, scultori e architecti moderni, Torino, Einaudi, 1976, ISBN 88-06-34561-3.
  • Christopher Brown, Antonie Van Dyck 1599-1641, Milano, RCS Libri, 1999, ISBN 88-17-86060-3.
  • Mark Kishlansky, L'età degli Stuart, Bologna, Il Mulino, 1999, ISBN 88-15-07216-0.
  • George Macaulay Trevelyan, L'Inghilterra sotto gli Stuart, Milano, Garzanti, 1978.
  • Charles Petrie, Gli Stuart, Varese, Dall'Oglio, 1964.
  • Basil Willey, La cultura inglese del Seicento e del Settecento, Bologna, Il Mulino, 1982, ISBN 88-15-22093-3.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Predecessore Casa reale del regno di Gran Bretagna Successore
Nuova creazione 1707 – 1714 Casa Hannover
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