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Portatore della passione

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Icona russa dei santi Boris e Gleb, portatori della passioni (metà del XIV secolo, Galleria Tret'jakov, Mosca).

Nel cristianesimo orientale, per portatore di passione (in russo: страстотéрпец, strastoterpets, IPA: [strəstɐtʲɛrpʲɪts]) si intende uno dei vari titoli abituali per i santi usati nei servizi divini della loro festa nel calendario della Chiesa. Non è generalmente usato nella Chiesa latina.[1]

Il titolo può essere assegnato a una persona che ha affrontato la sua morte in modo simile a Gesù. A differenza dei martiri, i portatori della passione non sono stati esplicitamente uccisi per la loro fede, sebbene si siano attenuti a quella fede con pietà e vero amore per Dio. Quindi, sebbene tutti i martiri siano portatori della passione, non tutti i portatori della passione sono martiri.

Tra i portatori di passione più importanti ci sono i fratelli Boris e Gleb, Alexander Schmorell (membro del movimento di resistenza al nazismo Rosa Bianca) e l'intera famiglia imperiale russa che venne trucidata dai bolscevichi nel 1918.[2]

  1. "Orthodox Terminology", Church of the Mother of God, su churchmotherofgod.org. URL consultato il 19 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 19 gennaio 2015).
  2. Orthodox Church in America, su oca.org.

Voci correlate

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